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lunedì 11 marzo 2013

ENERGIA, AMBIENTE, DEMOCRAZIA


EVENTO FB : https://www.facebook.com/events/601046643242487/


il Coordinamento nazionale NO Triv

presenta

ENERGIA, AMBIENTE, DEMOCRAZIA
tra proposte di modifica della Costituzione e approvazione della nuova strategia energetica nazionale


Con la partecipazione di 

Enzo Di Salvatore
Università degli Studi di Teramo 


Interventi programmati degli aderenti al Coordinamento nazionale No Triv:

Enrico Gagliano (Abruzzo)
Giuseppe Macellaro (Basilicata)
Giovanna Bellizzi (Puglia-Basilicata-Calabria)
Vincenzo Nitti (Campania)
Ezio Corradi (Lombardia)
Fabrizia Arduini (Abruzzo) 
Maurizio Acerbo (Consigliere regionale PRC - Abruzzo)
Emanuele Mancinelli (Movimento arancione - Abruzzo)

Interventi non programmati dei rappresentanti delle Istituzioni, delle forze politiche e dei cittadini presenti in sala

DIBATTITO

L'incontro è aperto a tutti

Auditorium "Petruzzi" - Via delle Caserme, 22 - PESCARA


Aderiscono all'evento: Alternativa Ribelle, Abruzzo 3.0, Espressione Libre, Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, OfficinArt, Officine Indipendenti, Factory Mashup, Caffè d'Abruzzo 
con il sostegno del gruppo consiliare PRC - Regione Abruzzo


Sarà inoltre allestita la mostra di arte postale NO AL PETROLIO IN ABRUZZO, a cura di Maura Di Giulio.

venerdì 25 maggio 2012

IL PRIMO GIUGNO PESCARA OSIAMO DEMOCRAZIA!!!

Il 1giugno vieni con noi a difendere la scuola pubblica, per dimostrare che gli studenti italiani tengono alla loro cultura!
Vogliamo dimostrarlo a Piazza Sacro Cuore (Pescara) dalle ore 16.00 con un flash mob:
Porta un libro che vorresti consigliare a qualcuno e scambialo con quello che ti viene consigliato da qualcun altro.
All’iniziativa saranno presenti e interverranno anche alcuni rappresentanti degli studenti italiani, ci sarà inoltre tanta musica, se vuoi suonare con noi devi solo venire in piazza!


COORDINAMENTO  UNITARIO GC-FGCI ABRUZZO

martedì 30 agosto 2011

Le proposte di Alternativa Ribelle per la ripresa delle mobilitazioni e del conflitto

Il contesto nel quale svolgiamo questa assemblea non è ordinario. Una delle più pesanti manovre finanziarie degli ultimi vent’anni si è aggiunta alla penultima di analoga gravità, varata non più tardi di un mese fa. Il nostro Paese, dunque, non fa eccezione e subisce e a sua volta alimenta – da perfetto ingranaggio del capitalismo occidentale – i caratteri di una crisi con pochissimi precedenti nella storia contemporanea.

L’esplosione dei mercati finanziari è l’altra faccia della medaglia della depressione economica di un sistema sempre più incapace di sopravvivere a se stesso.

In Italia il governo delle destre ha scelto di essere parte integrante di questa ulteriore compressione dei diritti e di questo ulteriore impoverimento di larghe masse di lavoratori.

A ciò si possono dare due risposte. Da una parte si può percorrere la strada della concertazione, delle compatibilità con il sistema monetario europeo, facendosi assorbire nello stesso blocco sociale costituito in questi mesi dall’alleanza tra le destre, Confindustria, i sindacati gialli, e settori moderati delle opposizioni. Dentro questa scelta si può persino, come dimostrano alcune prese di posizione interne al Partito democratico, avanzare critiche alla manovra economica del governo, ipotizzare un governo diverso da quello di Berlusconi (di larghe intese, di transizione, di rinnovamento costituzionale). Ma dentro questa scelta si interrompe qualsiasi connessione politica e sentimentale con le necessità delle classi lavoratrici italiane.

La seconda risposta che si può dare è antitetica: investire duramente sul conflitto sociale, acuire le contraddizioni di un sistema di potere putrescente, lavorare con tutte le proprie forze per costruire un’alleanza sociale e politica la più vasta ed estesa possibile che imponga, con le lotte e con un programma di fase coerente e organico, le condizioni per l’alternativa.

Il movimento studentesco quest’autunno dovrà vivere in funzione di questa necessità.

Al contrario che negli anni passati, nei quali la grande parte delle nostre energie erano finalizzate alla contestazione dei provvedimenti legislativi in materia di istruzione, quest’anno il movimento può e deve liberare le sue energie dentro il mare del conflitto sociale e politico che, in Italia, tenterà di contrastare la crisi, l’azione del governo e l’offensiva senza freni di Confindustria.

Agitando i temi classici del diritto allo studio e ai saperi, ad una didattica critica e di qualità, di un’idea di formazione pubblica, laica, gratuita e di massa, dalla scuola dell’obbligo alla ricerca universitaria.

E al contempo, ed è questa la sfida più importante, contribuendo a definire le parole d’ordine del movimento dentro le scadenze che già sono in campo (dallo sciopero generale del 6 settembre convocato con grande tempismo dalla Cgil, al percorso che sarà individuato dalla riunione convocata dalla Fiom il 30 agosto, alla mobilitazione internazionale del 15 ottobre) e quelle che ci saranno.

Il contributo programmatico che l’assemblea di Alternativa Ribelle propone è il seguente:

- lotta per un piano straordinario per l’occupazione e contro il lavoro nero, per il recupero reale dell’evasione fiscale e per la definizione di un sistema di tassazione equo e progressivo (introduzione della patrimoniale, aumento della tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie);

- lotta per la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento dei salari e degli stipendi all’inflazione reale, per il recupero del potere d’acquisto dei lavoratori e delle loro famiglie;

- lotta per un salario sociale garantito di 1000 euro al mese per i disoccupati, per i giovani in cerca della prima occupazione e (a carico delle imprese) per tutti i lavoratori precari, indipendentemente dalla mansione e dalla tipologia di contratto, con caratteristiche progressive e redistributive;

- lotta per la pace e contro le vecchie e nuove aggressioni imperialistiche e coloniali, sostenuta dalla proposta radicale dell’abolizione delle spese militari, dell’annullamento di tutti i programmi militari e della chiusura delle basi Nato e statunitensi situate nel nostro territorio nazionale.

Allo stesso tempo, lavoreremo affinché il movimento studentesco – il cui collegamento organico con le lotte dei lavoratori e, in senso lato, con il conflitto sociale assume come detto un rilievo strategico – intrecci e attraversi le altre forme di conflitto e di mobilitazione che si determineranno.

La questione determinante, oggi, è porre l’obiettivo di costruire un’ampia convergenza di tutte le soggettività dell’alternativa e di unire, con una piattaforma politica, le diverse forze della sinistra ad oggi deboli e divise.

Corrispondendo, anche in questo, all’urgenza di cambiamento e rinnovamento che è l’altra faccia della questione giovanile in un Paese sempre più vecchio e incancrenito in tutti gli ambiti della vita quotidiana.

mercoledì 24 agosto 2011

NASCE ALTERNATIVA RIBELLE-RIBALTA IN ABRUZZO

L'assemblea unitaria fgci-gc, tenutasi all'interno della festa della federazione della sinistra di Pineto, ha costituito Alternativa Ribelle in Abruzzo, nominando il comitato promotore e il portavoce dell'associazione.

PORTAVOCE RIBALTABRUZZO:


CARLO ALBERTO CIARALLI


COMITATO PROMOTORE RIBALTABRUZZO:


CARLO ALBERTO CIARALLI
FRANCESCO MAROLA
CHIARA PARIS
MATTEO DI GENOVA
VALERIO SERENO
GIULIA CANDELORO
RAFFAELE SPADANO
ANGELO CORONA
STEFANO ALOISI
MATTEO ONORI
ILENIA TOTARO


domenica 7 agosto 2011

ATTIVO REGIONALE GC-FGCI ABRUZZO


3 GIORNI DI FESTA DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA DI PINETO.
PRIMO GIORNO DEDICATO AL DIBATTITO GIOVANILE.

DALLE ORE 17 ALLE 19.30 ATTIVO REGIONALE UNITARIO GC-FGCI SU :
-SCUOLA, LAVORO, UNIVERTSITA'
-PROSPETTIVE UNITARIE DELLA FDS
-COSTITUTUZIONE DI RIBALTAABRUZZO

A SEGUIRE CENA SOCIALE.

DALLE 21 ALLE 21.30 CONCLUSIONI DELL'ATTIVO

DALLE 21.30 MUSICA IN PIAZZA

mercoledì 8 giugno 2011

REPORT SUI WORKSHOP DI RIBALTA

Report del workshop sul lavoro.
Comprendere e analizzare il cambiamento nel mondo del lavoro è comprendere il mutamento del sistema di produzione, con una prospettiva di classe, partendo dagli interessi di chi subisce i meccanismi del sistema, dovendo sottostare a ricatti sempre più forti e evidenti.
Considerare centrale la questione del lavoro (a livello di analisi e di proposta) permette di assumere pratiche politiche capaci di guardare al medio e lungo periodo, rompendo quel meccanismo di isolamento delle lotte per cui ogni giorno si rincorre la singola vertenza perdendo di vista una prospettiva strategica complessiva. La scarsa presenza di giovani lavoratori nell’ambito dell’associazione non deve condurre ad una banalizzazione della questione del lavoro.
“Unire le lotte” non può essere solo uno slogan e partendo dalle esperienze passate (compresa la recente Uniti contro la crisi) occorre comprendere le criticità che ad oggi hanno impedito un organico e strutturato lavoro di coordinamento delle lotte (da quelle studentesche al mondo della ricerca, dalla Fiom ai lavoratori del trasporto pubblico).
Occorre offrire sponda politica ai giovani lavoratori e agli inoccupati, recuperando anche un rapporto virtuoso con i sindacati, senza entrare, come accaduto in passato, in logiche “concorrenziali” che hanno talvolta portato a scaricare sulla CGIL le carenze dei soggetti politici.
La proposta politica dell’associazione, considerato l’interlocutore sociale a cui Alternativa Ribelle si rivolge, deve partire dalla ricerca di risposte alle nuove forme di sfruttamento che colpiscono le nuove generazioni, condannate ad un futuro di disoccupazione e insicurezza. In questo contesto dobbiamo partire dalla precarietà, come strumento cardine di questo sistema.
L’attività di Alternativa Ribelle nell’ambito del lavoro può essere sviluppata nei prossimi mesi intorno a quattro proposte..
1. Referendum abrogativo della Legge 30: costruzione di una campagna politica capace di partire dalle singole normative per mettere in discussione i nuovi sistemi di sfruttamento del Paese.
2. Sportelli di informazione e assistenza: attraverso i nodi locali dell’associazione attivare punti di supporto nei confronti dei giovani precari, dei disoccupati, dei lavoratori e delle lavoratrici colpiti dalla crisi.
3. Salario minimo garantito: campagna caratterizzante rispetto a una proposta capace di guardare a tutte le categorie e utile per l’unione delle singole istanze dei precari, altrimenti spesso in difficoltà a individuare elementi unificanti.
4. Costruzione di momenti seminariali di studio e formazione: anche ricercando la collaborazione dei sindacati (a partire dalla CGIL) e di economisti, giuslavoristi e altre personalità competenti in materia, al fine di approfondire la conoscenza delle nuove forme di lavoro e di produzione e di elaborare una proposta politica complessiva all’altezza della realtà che abbiamo di fronte.



Report del workshop sui saperi.
L’autunno appena passato è stato segnato da due grandi eventi in contrapposizione, la legge Gelmini e l’ opposizione ad essa e Alternativa Ribelle in qualche modo ne è figlia.
L’anno passato è stato forse il più buio della nostra fragile democrazia in termini di leggi approvate e di politica di palazzo praticata, ma anche l’anno del ritorno prorompente di un movimento studentesco nuovo eppure consapevole, che ha saputo essere credibile e contemporaneamente incredibile, sapendosi distinguere nelle forme e nei metodi di lotta politica così come nei rapporti con le altre forze politiche, sociali e sindacali in lotta; che ha dialogato con un ampio pezzo di società “controcorrente” e che ha prodotto la più grande opposizione sociale dell’ultimo decennio (dai tempi dell’articolo 18).
Nonostante tutto non è riuscito a bloccare la micidiale Riforma Gelmini. Sappiamo tutte e tutti cosa sia quella legge, gli interessi confindustriali e di classe che tutela e impone: la distruzione sistematica di una società fondata sulla conoscenza e sui saperi, l’azzeramento della ricerca di base e l’asservimento a logiche privatistiche di quella avanzata, lo smantellamento della scuola pubblica e allo stesso tempo l’archiviazione sostanziale del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Con essa si porta a compimento l’effettiva privatizzazione e gestione privatistica di scuole e università attraverso la possibilità di trasformarsi in enti di diritto privato ed attraverso la riforma delle governance.
Contro tutto questo ma soprattutto contro le attuali condizioni di incertezza e precarietà di una intera generazione, il mondo della conoscenza ha gridato le sue ragioni da ogni tetto di facoltà o aula di scuola, in ogni piazza d’ Italia. Il movimento, proponendo soluzioni credibili, ha allargato il campo della rivolta coinvolgendo quei soggetti politici, sociali e sindacali che una parte non lungimirante dell’ Onda del 2008 aveva tenuto distanti in nome di un’identità studentista che poi le fu fatale. Inoltre ha saputo intrecciare alle proprie istanze la lotta degli operai FIAT al fianco della FIOM e dei sindacati di base, la battaglia in difesa dei beni comuni e la più ampia mobilitazione contro il Governo delle destre. Il movimento, non trovando seri interlocutori tra le forze di opposizione in parlamento, ha colto l’inadeguatezza dell’attuale opposizione parlamentare anticipando quella voglia di cambiamento che si è concretizzata nelle ultime elezioni amministrative. Infatti alla lotta di studentesse e studenti si è legata una battaglia molto più profonda e generale, quella per un cambiamento radicale della società e del concetto di lavoro in questo paese, dove precarietà significa di fatto schiavismo moderno, zero possibilità di futuro e impossibilità di determinare in alcun modo e liberamente le proprie esistenze. Il sapere pubblico negato unito ad un mercato del lavoro che mantiene costantemente ai margini i precari da una possibile stabilità hanno rivestito le due tematiche principali di una lotta studentesca che è velocemente divenuta una lotta sociale generalizzata.

Noi siamo stati parte integrante di questo movimento portando al suo interno un contributo non solo in termini di idee e di proposte, ma anche in termini organizzativi, e lo abbiamo fatto in tutto il Paese ma in particolar modo nelle facoltà, nelle scuole e in quei territori, spesso periferici, che non raggiungono l’attenzione nazionale ma che contribuiscono in maniera rilevante alla crescita della mobilitazione.
Il tema è stato e rimane questo, unire le lotte nel nome di una conflittualità non fine a se stessa ma capace di costruire un’alternativa possibile a un mondo impossibile e insostenibile, quello dei precari senza futuro e degli ignoranti asserviti in quanto addomesticati. Il movimento studentesco, le lotte dei precari di tutto il mondo della conoscenza e dei ricercatori, l’unione con le istanze giuste degli operai della Fiom, l’asse strategico con le anime sindacali più sensibili (non solo all’interno della Cgil) ci testimoniano che un’opposizione sociale è possibile.
Alternativa Ribelle si pone il tema della discussione e del confronto continuo con queste forze sociali mantenendo la propria specificità, proponendo una sinergia di intenti avanzando idee nuove, analizzando quello che è oggi il mondo della conoscenza per un suo cambiamento dal basso e partecipato, anche attraverso la redazione di una proposta di legge di iniziativa popolare.
Pensiamo che la nascita di questo strumento associativo, radicato e da radicare all’interno dei conflitti, pur non volendo essere l’ennesimo soggetto studentesco, costituisca un’occasione preziosa di recepire e allo stesso tempo interagire con le voci alternative di cambiamento raccordando istanze studentesche a rivendicazioni politiche più ampie.
Chiediamo un’ istruzione di qualità per tutte e tutti, politiche che estendano l’accessibilità all’istruzione piuttosto che chiuderla, maggiore democraticità nella trasmissione del sapere, la creazione di un efficace sistema di welfare studentesco, il potenziamento della ricerca pubblica di base quanto di quella avanzata, un piano strutturale di edilizia scolastica finanziato con i fondi della difesa per gli armamenti e le risorse reperite dall’evasione fiscale, una scuola che educhi ai valori dell’antifascismo, una lotta concreta e seria al fenomeno, sempre più dilagante, della dispersione scolastica, l’estensione dell’obbligo scolastico fino alla maggiore età, la de-precarizzazione del mondo del lavoro e la realizzazione di politiche atte a creare occasioni occupazionali che rispondano alle ambizioni di chi ha ultimato, con numerosi sacrifici, i percorsi di studio, una società fondata sulla conoscenza e non su un’economia di mercato dimostratasi fatale agli occhi di tutto il mondo. È su questi temi e su queste rivendicazioni che intendiamo fondare la nostra identità, costruendo campagne nodo per nodo, in ogni territorio.

Alternativa Ribelle costituisce l’ottica di una generazione schiacciata dalla crisi, un mezzo di attuazione del mondo che vogliamo, uno strumento e non un fine, una possibilità che può aprire orizzonti di lotta nuovi e meglio strutturati per il cambiamento radicale della società nella quale viviamo.
Questa la grande occasione che la nostra generazione può avere, questa la grande occasione che non vogliamo farci scappare.



Report del workshop "pace bene comune"
Nel workshop “pace bene comune” si è sviluppata la discussione attorno alle tematiche internazionali e all’analisi del contesto mondiale in evoluzione. Il tema centrale è stato quello del rapporto tra le nuove economie emergenti, lo sviluppo delle aree geografiche che vivono oggi un processo politico autonomo e di indipendenza rispetto alle forze imperialiste. In questo contesto, la progressiva diminuzione del ruolo geopolitico degli Stati imperialisti è la causa principale dell’apertura di nuovi scenari di guerra.
È questo il nucleo teorico su cui la discussione si è sviluppata. Ilpunto cruciale è stata l’analisi della guerra imperialista in Libia.
Condanniamo fortemente l’intervento militare promosso da U.S.A., Francia e GB e riaffermiamo come principio cardine delle relazioni internazionali la salvaguardia dell’indipendenza e l’integrità nazionale degli Stati nonché il diritto di ogni popolo ad autodeterminarsi. In questo senso condanniamo la posizione politica dell’Italia, frutto di un accordo trasversale al quadro politico, in contrasto con l’articolo 11 della carta costituzionale; valutiamo negativamente la copertura che l’ONU, con la risoluzione 1973, ha fornito all’intervento militare, contravvenendo ai principi della sua stessa Carta.
Rigettiamo completamente la retorica della guerra umanitaria che si traduce nella logica del “2 pesi 2 misure” e che volentieri si accompagna ad una propaganda di guerra volta a preparare l’opinione pubblica anche ad un possibile intervento di terra.
Non dimentichiamo inoltre che sono tuttora in corso altri conflitti armati di carattere imperialista che mettono a rischio la pace a livello globale: il pantano dell’Iraq, il disastro in Afghanistan. Queste guerre sono originate dal declino della potenza statunitense colpita dalla crisi e impegnata quindi a difendere il suo primato con la superiorità militare. Il governo italiano ne è corresponsabile, impegnando tra l’altro miliardi di euro in spese militari e missioni all’estero, fondi che potrebbero essere invece destinati all’educazione e allo Stato sociale.
L’instabilità del quadro mediorientale e,in particolare,la politica estera di Israele continuano ad essere l’ostacolo principale allo sviluppo e all’autodeterminazione dei popoli dell’area mediorientale e di riflesso di buona parte del mondo arabo.
Alternativa Ribelle si impegnerà a ricostruire nel nostro Paese un grande movimento per la pace, popolare e in grado di incidere fortemente sul senso comune, cercando di far vivere al suo interno posizioni anti-imperialiste,  per l’uscita dalla Nato  e per la chiusura delle basi militari straniere sul territorio nazionale.
Dentro il dibattito collettivo è maturata l’analisi attorno all’odierna situazione dell’UE. L’instabilità del governo di una moneta senza Stato, la costruzione delle istituzioni comunitarie imperniata attorno agli interessi economici, la rottura dell’asse franco-tedesco caposaldo dell’UE dalla sua costituzione, meritano una riflessione che sia in grado di elaborare una critica da sinistra dell’UE e proporre un modello alternativo di integrazione europea. Tale risposta deve nascere da una ricomposizione del dibattito che interessa le forze comuniste e che sia in grado di coinvolgere le forze di sinistra e anticapitaliste di tutta l’Europa, non solo dei paesi UE.
Crediamo che le politiche neoliberiste dell’UE, sommate ai danni prodotti dalla crisi economica ancora in corso, abbiano causato nuove forme di povertà e marginalità sociale e quindi scatenato, in forme spesso inedite, le mobilitazioni di lavoratori, studenti e precari nei Paesi che le speculazioni internazionali hanno reso i più deboli e attaccabili dell’Unione.
Alternativa Ribelle sostiene le rivendicazioni avanzate in Grecia, Spagna, Islanda e con modalità e intensità differenti anche in Gran Bretagna, Portogallo, Francia e nella stessa Italia. Pensiamo che dentro questo conflitto e nelle rivendicazioni da questo avanzano stia una parte importante della necessità di individuare una via d’uscita dal sistema capitalista causa della crisi.
Il dibattito ha ragionato anche del ruolo sempre maggiore che le potenze del BRICS svolgono nel contesto geopolitico sottolineando positivamente la costituzione di un quadro multipolare, dentro il quale anche il ruolo dell’America Latina (e al suo interno di Cuba, che mantiene per noi il ruolo politico e simbolico che abbiamo sempre riconosciuto) ha acquistato una centralità determinante. È emersa la necessità di capire la reale natura dei processi che interessano i paesi del BRICS e di approfondire il ruolo che all’interno di essi giocano i partiti comunisti.
Per le ragioni che costituiscono le ossa e la carne del nostro progetto l’associazione “Alternativa Ribelle” si impegna in una forte attività internazionale volta alla costruzione di un vasto raggio di relazioni (tanto al livello delle giovanili comuniste quanto al livello delle giovanili della sinistra anticapitalista europea) e ad un lavoro pervicace nella società affinché si costituisca un senso comune che si ponga come barriera ad ogni atto di guerra mosso da un paese ad uno stato sovrano.

lunedì 6 giugno 2011

IL MANIFESTO DELL'ASSOCIAZIONE "ALTERNATIVA RIBELLE-RIBALTA"


Per la prima volta dalla nascita della Repubblica le nuove generazioni hanno prospettive ed aspettative peggiori di quelle precedenti.
Dopo la fase espansiva dei diritti e del benessere del secondo dopoguerra siamo ormai da anni entrati in una fase regressiva.
Il capitalismo ha portato a termine la sua rivoluzione passiva, imponendo un’ideologia che ha progressivamente scardinato le “grandi narrazioni” popolari e democratiche del Novecento e imposto una cultura dell’individualismo e dell’egoismo che ha accompagnato i processi di parcellizzazione del ciclo produttivo e di frantumazione del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori.

I diritti sociali conquistati in anni di lotte e che sembravano ormai acquisiti vengono gradualmente smantellati: non abbiamo alcuna certezza di poter ottenere un'istruzione di qualità, un lavoro appagante e non precario, un salario dignitoso, l'accesso a forme di welfare e alla garanzia di una pensione.
La precarietà, raccontata come flessibilità a partire dagli anni '90, ha invaso ogni aspetto della vita, non solo nel mondo del lavoro. È ciò che segna la nostra generazione e la contraddistingue, la rende quasi “unica”. L'aggregazione e l'organizzazione delle soggettività sono pratiche sempre più rare, perché a questa generazione precaria viene prospettato un orizzonte meramente individuale, in cui le generazioni e i lavoratori vengono costretti ad un conflitto fra loro che ci profilano come insanabile ed inevitabile.
Proprio in virtù di quest'attacco così potente al nostro futuro, questa generazione ha smarrito la fiducia nella politica quale strumento di trasformazione e cambiamento della propria esistenza. Tuttavia il conflitto è esploso, anche in forme inedite, specie laddove l'offensiva è stata più dura.
Si tratta infatti della generazione che ha dato vita a uno dei più grandi movimenti studenteschi della storia del Paese, ha fatto proprie le lotte degli operai di Pomigliano e di Mirafiori per il lavoro e la democrazia, ha reclamato, assieme alle migliaia di migranti che popolano le città italiane, diritti di cittadinanza e diritti sociali per tutti.
E' una generazione che non ha scordato la Resistenza, e che contrasta i rigurgiti di neofascismo, xenofobia, razzismo, antisemitismo; una generazione che sente come proprie le battaglie delle donne e del movimento GLBTQI, consapevole che la dignità, così come il diritto ad un amore e ad una sessualità libere e autodeterminate, sono condizioni determinanti per una società davvero democratica.

È la stessa generazione che è scesa in piazza appena gli aerei del colonialismo occidentale sono decollati dalle nostre basi per portare morte e distruzione, scegliendo senza equivoci di stare dalla parte giusta, contro la guerra e dalla parte dell'autodeterminazione dei popoli, guardando con grande speranza alle rivolte che hanno attraversato il mondo arabo, il Maghreb, il Medio Oriente, la Spagna e scorgendo in esse il seme dell’insorgenza di una generazione pronta a riprendere in mano il proprio destino.
Sempre la stessa generazione che ha dato vita ai comitati per l'acqua pubblica, a quelli contro il nucleare, portandoli nelle università, nei luoghi di lavoro, con la consapevolezza che le questioni ambientali, della sostenibilità del nostro pianeta, della finitezza delle risorse, sono determinanti nella costruzione dell'altro mondo possibile.
Su questo solco mettiamo insieme le nostre energie, per un lavoro comune che serva a ritessere le connessioni tra gli esseri umani, tra i saperi e la coscienza critica, tra l’indignazione privata e la lotta collettiva, tra il presente e il futuro.
Dopo anni di arretramento e sconfitte vogliamo tornare a costruire il nostro tempo, per l’oggi e per il domani, siamo stanchi di dover ripiegare e difenderci, è ora di attaccare, di prenderci ciò che ci spetta!
Vogliamo costruire un luogo, fisico e ideale, che aggreghi attorno all’iniziativa e alla proposta politica, alla promozione culturale, al dinamismo delle idee. Un luogo che crei l’identità, l'immaginario e la pratica di chi, nel presente e per il futuro, lotta contro lo sfruttamento e per la piena libertà delle donne e degli uomini. Per superare le frammentazioni tra i soggetti che si battono per la trasformazione e il cambiamento, superando l’odioso conflitto generazionale nel quale ci vogliono rinchiudere, per superare così la dicotomia tra chi ha diritti e chi non li ha, tra chi ha un passato da ricordare e chi non ha un futuro da programmare.
Nasciamo da queste esperienze, con un'idea complessiva di società da costruire attraverso percorsi partecipati e aperti. Il nostro programma ha vissuto e vive nelle lotte reali. Per abrogare la precarietà, mettendo al centro i contratti a tempo indeterminato e il salario minimo. Per aumentare le risorse destinate all'istruzione, tagliando le spese militari e le missioni di guerra. Per costruire un Paese fondato sulla ricerca e sullo sviluppo, abbattendo il lavoro nero. Per un sistema economico, sociale e culturale epurato da qualsiasi forma di criminalità organizzata. Per una società priva di ingerenze vaticane e religiose.
Per tutto questo noi oggi, dopo due anni durante i quali abbiamo fatto crescere il progetto unitario nei territori prima ancora che al centro, siamo finalmente uniti: diamo vita ad Alternativa Ribelle (Ribalta), a partire dall'impegno dei Giovani comunisti e della Fgci, in forma di rete nazionale di nodi territoriali, fondata sui principi della democrazia sostanziale, in cui organizzare la nostra pluralità ed essere finalmente più uniti e quindi più forti.