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lunedì 11 marzo 2013

ENERGIA, AMBIENTE, DEMOCRAZIA


EVENTO FB : https://www.facebook.com/events/601046643242487/


il Coordinamento nazionale NO Triv

presenta

ENERGIA, AMBIENTE, DEMOCRAZIA
tra proposte di modifica della Costituzione e approvazione della nuova strategia energetica nazionale


Con la partecipazione di 

Enzo Di Salvatore
Università degli Studi di Teramo 


Interventi programmati degli aderenti al Coordinamento nazionale No Triv:

Enrico Gagliano (Abruzzo)
Giuseppe Macellaro (Basilicata)
Giovanna Bellizzi (Puglia-Basilicata-Calabria)
Vincenzo Nitti (Campania)
Ezio Corradi (Lombardia)
Fabrizia Arduini (Abruzzo) 
Maurizio Acerbo (Consigliere regionale PRC - Abruzzo)
Emanuele Mancinelli (Movimento arancione - Abruzzo)

Interventi non programmati dei rappresentanti delle Istituzioni, delle forze politiche e dei cittadini presenti in sala

DIBATTITO

L'incontro è aperto a tutti

Auditorium "Petruzzi" - Via delle Caserme, 22 - PESCARA


Aderiscono all'evento: Alternativa Ribelle, Abruzzo 3.0, Espressione Libre, Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, OfficinArt, Officine Indipendenti, Factory Mashup, Caffè d'Abruzzo 
con il sostegno del gruppo consiliare PRC - Regione Abruzzo


Sarà inoltre allestita la mostra di arte postale NO AL PETROLIO IN ABRUZZO, a cura di Maura Di Giulio.

giovedì 31 gennaio 2013

Tempo di Rivoluzione Civile per i giovani: dall'Abruzzo ci siamo


“Essere giovani e non essere rivoluzionari è una contraddizione perfino biologica”. (Salvador Allende)

Vivere ai tempi della crisi

Da alcuni anni, la crisi economica sembra essere diventato lo scenario permanente entro il quale si muovono le nostre vite. “C’è crisi” è il mantra più volte ripetuto persino nelle conversazioni quotidiane. “Sarà difficile, per voi, trovare un lavoro, di questi tempi”, quale giovane non si è sentito rivolgere questo monito almeno una volta in questi anni? La “crisi” sembra ormai 
un’entità mistica in grado di incombere sul nostro futuro e di renderlo una figura dai contorni minacciosi, la paura del futuro si è fatta prepotentemente largo tra la nostra generazione.
La disoccupazione giovanile in Italia è, secondo gli ultimi dati, al 37,1%. E l’Abruzzo è una delle regioni italiane che contribuisce ad innalzare questo dato. Parallelamente a questo fenomeno, i tagli all’istruzione sono vertiginosamente aumentati nell’ultimo quinquennio, prima ad opera del ministro Gelmini e poi ad opera del ministro Profumo. L’Italia investe solamente il 4,9% del suo Pil per l’istruzione, contro il 6,3% che è la media dei paesi aderenti all’Ocse.
Siamo una generazione che difficilmente troverà lavoro, e che allo stesso tempo si vede negata la possibilità di un’istruzione pubblica e di qualità. “Cosa volete, c’è crisi”, è la risposta che ancora una volta viene fornita alle nostre proteste. Ma la crisi non è un’entità sovrannaturale piovuta dal cielo, da accettare con rassegnazione. La crisi ha delle precise cause, e dei precisi responsabili. Colpire queste cause, invertire il corso delle attuali politiche è l’unico modo possibile per avere la speranza di un cambiamento. Fermare la corsa verso il baratro è possibile, ma per farlo non si può restare immobili: è necessario agire.

Cambiare si può. Noi ci siamo

Noi siamo studenti che quest’autunno in Abruzzo e in tutta Italia hanno animato le piazze e occupato le scuole contro la proposta del Ddl Aprea che avrebbe aperto gli istituti all’interesse dei privati uccidendo la qualità dell’istruzione pubblica in Italia.
Siamo giovani disoccupati e precari che da anni lottano per avere un futuro, contro le leggi dei governi Monti e Berlusconi che hanno ucciso i nostri diritti.
Siamo universitari che combattono per il diritto allo studio, dopo la scellerata riforma Gelmini e la spending review del governo Monti di quest’estate che ha alzato alle stelle le tasse universitarie.
Siamo giovani stanchi che non ne possono più della mala politica di questi ultimi anni, di politici corrotti e di governi forti con i deboli e deboli con i forti. E che però non accettano che tutto debba continuare ad andare in questo modo.
Siamo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. E pensiamo che solo una Rivoluzione Civile, di tutte e di tutti, possa contribuire a fornire speranza a questo paese. Per questo anche qui in Abruzzo ci siamo organizzati. Dopo aver lottato nelle strade e nelle piazze, ora vogliamo portare in Parlamento dei rappresentanti degni di questo nome, che abbiano un programma chiaro, nettamente in contrapposizione a quanto fatto finora dal governo Berlusconi prima e dal governo Monti (sostenuto tanto dal Pdl quanto dall’Udc e dal Pd) poi. Pensiamo che Rivoluzione Civile, con Ingroia candidato premier, sia l’occasione giusta per fare ciò. Per qesto, dall’Abruzzo, gridiamo con forza che noi ci siamo. E voi?

Giovani per la Rivoluzione Civile Abruzzo

lunedì 21 gennaio 2013

I CANDIDATI IN ABRUZZO DELLA LISTA RIVOLUZIONE CIVILE


  CAMERA DEI DEPUTATI




1    INGROIA ANTONIO

2    COSTANTINI CARLO

3    DI MATTEO EMILIA

4    DOVIS ERMANNO DETTO “ERMAN”

5    ANGELILLIS PAOLA

6    CAPORALE PAMELA

7    RICCARDO GIAMPIERO

8    ANTENUCCI MARIANGELA

9 PERILLI ENRICO DETTO “CHICO”

10  DI TECCO TIZIANA

11  INZAGHI SEFORA

12  DI BUCCHIANICO GABRIELE

13  TOPPI BARBARA



SENATO DELLA REPUBBLICA



1  MASCITELLI ALFONSO
2  ALICANDRI - CIUFELLI CARLO  
3  RANNI DONATO RAFFAELE
4  D’ORTONA GIUSEPPE DETTO “PEPPE”
5  PEZZI TERESA
6  MONACO BARBARA
7  MANCINI MARINA


                                                





giovedì 15 marzo 2012

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA SAIA-ACERBO

 Orso bruno marsicano: 2011 anno nero per le nascite

I sottoscritti Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani e Maurizio Acerbo Consigliere regionale di Rifondazione Comunista.

Premesso che

nell’ambito del progetto europeo LIFE ARCTOS per la conservazione dell’orso bruno marsicano sono stati pubblicati i risultati della conta delle femmine coi cuccioli che si svolge tutti gli anni dal 2006;
la conta è stata coordinata dal Dipartimento di Biologia e Biotecnologie della Università di Roma “La Sapienza”. Alla conta hanno partecipato anche il personale del PNALM e del CFS (CTA del PNALM e UTB di Castel di Sangro), volontari provenienti da altri enti e volontari anche alla loro prima esperienza di avvistamenti. In tutto sono state coinvolte ben 135 persone;
il risultato è il più basso finora registrato e consiste di solo 3 piccoli di quest’anno e 4 piccoli dell’anno precedente;
una delle femmine con piccoli dell’anno precedente è morta investita il 3 maggio del 2011 sulla Strada Statale 83 cosiddetta “Marsicana” che collega Gioia dei Marsi a Pescasseroli (in assenza di adeguati limiti di velocità);
questo dato drammatico è conseguenza dell’alta mortalità delle femmine per la maggior parte dovuta a cause legate alla presenza dell’uomo;
l’ultima stima della popolazione è di 40 individui: la specie è sull’orlo dell’estinzione e questi dati rendono ancora più evidente la drammaticità della situazione;
sono nati solo tre cuccioli di orso marsicano nel 2011 da una sola femmina;
la scarsa natalità è dovuta secondo il dottor Paolo Ciucci dell’Università “La Sapienza” di Roma all’alta mortalità di femmine in età riproduttiva avvenuta a partire dal 2007.
le cause della mortalità sono in gran parte legate all’attività umana e mettono a grave rischio la conservazione della specie.
l’estinzione dell’orso marsicano sarebbe una grave perdita per l’economia del turismo in Abruzzo
e per la stessa identità della Regione Verde d’Europa che ha proprio nell’orso il suo simbolo;
l’estinzione dell’orso rappresenterebbe una tragedia per l’ambiente delle montagne abruzzesi, fra le più ricche di biodiversità in Europa anche perché l’orso è una specie ombrello, tutelando la quale, ci si assicura la conservazione di tutto l’ecosistema in cui vive. Per questo è protetto a livello comunitario e necessita di una rigorosa tutela;

Considerato che

in altri paesi come la Spagna una corretta attività di gestione di una popolazione di orsi ridottissima sull’orlo dell’estinzione ha consentito in pochi anni non solo la conservazione ma la decuplicazione nel giro di alcuni anni;
le associazioni ALTURA, LIPU, Pro Natura e GNR hanno reso noti questi dati preoccupanti ricordando recenti episodi che evidenziano le conseguenzed ella negligenza delle istituzioni deputate alla salvaguardia dell’orso marsicano:
- da tempo è evidente la necessità di porre adeguati limiti di velocità sui rettilinei che attraversano la zone dell’orso, come quello, vicino a Pescasseroli, dove è stata uccisa la femmina madre dei tre cuccioli il 3 maggio del 2011 eppure la situazione permane la stessa;

- dopo il rinvenimento nel 2009 di un’orsa adulta e di una giovane morte in un pozzo sulle montagne di Collelongo erano stati presi impegni da parte delle autorità competenti per mettere in sicurezza quello ed altri pozzi simili, per evitare il ripetersi di sciagure del genere, eppure anche in questo caso non sono seguite iniziative concrete;

la Regione Abruzzo ha approvato, con delibera di Giunta Regionale n° 469 del 14 giugno 2010, il PATOM (Piano di azione per la tutela dell’orso marsicano) che contiene tutte le misure da adottare per la salvaguardia di questa specie;

INTERROGANO

l’assessore preposto per sapere

1. quali iniziative abbia attuato e quali intenda intraprendere, anche presso tutti gli altri Enti responsabili della conservazione di questa preziosa specie (PNALM, CFS, Provincia), affinchè siano attuati immediatamente tutti gli interventi finalizzati all’eliminazione della mortalità per cause antropiche;
2. lo stato di attuazione delle azioni previste dal progetto LIFE ARCTOS e soprattutto dal PATOM.


Il consigliere di Rifondazione Comunista
Maurizio Acerbo


Il consigliere dei Comunisti Italiani
Antonio Saia


L’Aquila, 14 marzo 2012

COMUNICATO STAMPA: EMERGENZA RIFIUTI IN ABRUZZO

L’emergenza rifiuti nel pescarese dimostra ancora una volta come il vezzo di non affrontare per tempo i problemi determini danni giganteschi. Così come dimostra l’approssimazione degli amministratori regionali che si svegliano solo ad emergenza conclamata.

La giunta regionale, ma anche le province ed i vari consorzi, si stanno dimostrando non all’altezza della situazione; tutti fanno e hanno fatto chiacchiere, ma di soluzioni o idee nemmeno l’ombra.

Come Partito dei Comunisti Italiani crediamo che la soluzione o quanto meno l’attenuazione del problema sia quello di attuare immediatamente e senza dilazioni una “politica” finalizzata al potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti. Una politica che deve necessariamente puntare ad un robusto aumento delle percentuali di raccolta differenziata da parte di tutti i comuni.

Occorrono misure drastiche e non più derogabili. Non è più il tempo di chiacchiere, di tempi lunghi, di riunioni, di meeting: l’emergenza è già sulle nostre strade.

Ovviamente non basterebbe la declamazione della necessità dell’aumento delle percentuali di raccolta differenziata, se non fosse seguita da un impegno orientato a realizzare campagne di informazione capillare nei confronti dei cittadini, per dare loro strumenti utili su come la raccolta differenziata va fatta, ma finalizzata anche ad aumentare i livelli di sensibilizzazione collettiva circa i vantaggi che politiche di differenziazione dei rifiuti comportano.

Sono necessarie, altresì, azioni di carattere più generale, sull’uso dei prodotti biodegradabili, su un diverso uso per esempio degli imballaggi, che producono gran parte dei nostri rifiuti.

Disastrosa, di contro, sarebbe la scelta di installare sul territorio abruzzese un inceneritore dei rifiuti. Scelta cui il Partito dei Comunisti Italiani conferma tutta la propria contrarietà.

Un inceneritore in Abruzzo non solo non risolve i problemi dei rifiuti, ma li aggrava ulteriormente, esponendo i cittadini, peraltro, al rischio pesante per la salute derivante dagli effetti nefasti che l’attività di incenerimento dei rifiuti determina.

Va considerato, inoltre, che con la raccolta differenziata ed il riciclaggio la quantità di energia risparmiata è decine di volte superiore a quella recuperata dagli inceneritori, il cui funzionamento comporta costi altissimi di gestione e danni incalcolabili, come detto, per la salute umana.

Anche sotto il profilo dei risvolti occupazionali la scelta della installazione di un inceneritore si presenta come fallimentare. Mentre un simile impianto potrebbe determinare le condizioni per un numero di posti di lavoro bassissimo, l’attivazione di un ciclo dei rifiuti integrato fra raccolta differenzia, trattamento meccanico biologico e riciclaggio, sarebbe in grado di dare lavoro sano e duraturo a molte persone.

Il Partito dei Comunisti Italiani, a sostegno di questa battaglia, per l’attivazione ed il potenziamento di un ciclo virtuoso dei rifiuti, contro la sciagurata scelta dell’inceneritore, chiama tutte le forze politiche ed ambientaliste della nostra regione, nella convinzione che il futuro dell’Abruzzo non possa essere “incenerito” dalle politiche scellerate della destra.



Partito dei Comunisti italiani

Il Segretario Regionale

Antonio Macera

martedì 6 marzo 2012

COMUNICATO PDCI CITTA' SANT'ANGELO SULLA PPGR


Al Sig. Presidente
del Consiglio Provinciale di Pescara dott. Giorgio De Luca

Ai Sig.ri Vice/Presidenti:
del Consiglio Provinciale di Pescara Andrea Donatello Di Meo e Roberto Pasquali

Ai Sig.ri Capogruppi:
Antonella Allegrino, Francesco Cola, Angelo Faieta, Antonello Linari, Gabriele Santucci e Gianni Teodoro

Ai Sig.ri Consiglieri:
Guerino Testa, Antonio Castricone, Vittorio Catone, Ferdinando Di Giacomo,
Luciano Di Lorito, Antonio Di Marco, Attilio Di Mattia, Sergio Fioriti, Giancarlo Gennari, Lucio Petrocco, Ettore Pirro, Lino Ruggero, Camillo Savini, Camillo Sborgia, Enisio Tocco e Graziano Zazzetta,

Al Sig. Presidente
della Giunta Provinciale di Pescara dott. Guerino Testa

Al Sig. Vice/Presidente
della Giunta Provinciale di Pescara dott. Fabrizio Rapposelli

Al Sig. Assessore Provinciale
Tutela delle qualità della vita e dell’Ambiente
(Tutela e valorizzazione dell’Ambiente, Prevenzione e recupero ambientale, Difesa del suolo ed aree protette, Politiche di promozione piano rifiuti, Valorizzazione Risorse idriche ed energetiche, Protezione Civile)
dott. Mario Giuseppe Lattanzio

Ai Sig.ri Assessori Provinciali:
Aurelio Cilli, Valter Cozzi, Angelo D’Ottavio, Andrea Faieta, Antonio Martorella e Roberto Ruggieri

e p.c. Al Comune di Città Sant’Angelo (PE)


OGGETTO: PPGR (Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti); Delibera Consiglio Provinciale n. 175 del 14 dicembre 2011.

Nel tornare in Consiglio Provinciale la delibera n. 175 del 14.12.2011, con cui si è adottato il PPGR (Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti), che prevede anche la realizzazione di una DISCARICA in località Piano di Sacco di Città Sant’Angelo, SI CHIEDE di rivedere la previsione di detta DISCARICA, in considerazione dei seguenti appunti che andrebbero attentamente valutati:
- la futura discarica si insedierebbe in un’ansa del fiume Fino, a ridosso di una superficie boscata tutelata per legge, considerata di interesse paesaggistico e ricadente in conservazione integrale del Piano Paesistico; in un’area di alto pregio facente parte del “Parco Rurale del Fino” istituito dalla stessa Provincia e all’interno del “Distretto Rurale Terre Vestine”, dove sono quindi preminenti i fattori naturalistici, rurali ed agricoli;
- la futura discarica si insedierebbe in un’area, interessata da un SIN (Sito di Interesse Nazionale) fortemente inquinato e da bonificare, delimitato dal Ministero dell’Ambiente, all’interno del quale già esiste una discarica da bonificare e/o da riaprire nella vicina località “Caparrone” di Collecorvino. Inoltre sarà prossima l’apertura di una Centrale termoelettrica in contrada “Le Piane” di Picciano;
- la futura discarica si insedierebbe in una zona inserita nel Piano di difesa alluvioni della Regione Abruzzo con vincolo idrogeologico e soggetta ad esondazione, dove il livello della falda acquifera si trova appena sotto la superficie del terreno fertile e coltivato;
- la futura discarica si insedierebbe in un territorio la cui vocazione è quella agricola, con coltivazioni di pregio e di grande valore economico con produzioni di qualità, biologiche, integrate e tipiche tutelate da marchi DOC-DOP-IGP-DOCG, dove le attività dell’Alimentazione, della Ristorazione e dell’Agricoltura sono fortemente radicate ed attive; sono aree dove la normativa esclude insediamenti di trattamento dei rifiuti.
Il Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti, che prevede una DISCARICA a Piano di Sacco votata dal Consiglio Provinciale di Pescara il 14.12.2011, ignora le caratteristiche del luogo prescelto, la volontà di diverse Comunità e le condizioni viabili della SP Lungofino, già stressata dal traffico pesante, tale da essere considerata “strada pericolosa” con limite di velocità.
Occorre gestire gli spazi di questo territorio di pregio ragionando con una cultura diversa: una localizzazione di un impianto del genere dovrebbe passare attraverso un’attenta mitigazione e valutazione dell’impatto ambientale, considerando e valutando tutti gli insediamenti e le attività esistenti e quelli in procinto di realizzazione. Bisogna considerare che quella zona è sotto esame e monitoraggio dopo l’incendio di fine ottobre 2011 che ha distrutto in un rogo un’intera Azienda impegnata nel campo dei rifiuti (che ha creato allarme e preoccupazione per il rischio di un possibile inquinamento ambientale) e dimenticando che è stato avviato anche il procedimento per la realizzazione di un Gassificatore nello stesso sito incendiato.
Il sito individuato per la futura DISCARICA insiste in un ambito dove esistono vari aspetti penalizzanti ed escludenti (ai sensi DGR n. 694 del 16.07.2007 – allegato 1 – PRGR della Regione Abruzzo) per la realizzazione di impianti del tipo DISCARICA, per esempio:
- Area sottoposta a vincolo idrogeologico (penalizzante);
- Area boscata (penalizzante/escludente);
- Area agricola di particolare interesse (escludente);
- Distanza da centri e nuclei abitati (escludente);
- Distanza da case sparse (escludente);
- Soggiacenza della falda (escludente);
- Vulnerabilità della falda (penalizzante/escludente);
- Distanza da corsi d’acqua, da laghi e da altri corpi idrici (penalizzante/escludente);
- Contaminazione di acque superficiali e sotterranee (penalizzante);
- Area esondabile (penalizzante/escludente);
- Area sottoposta a vincolo paesaggistico (penalizzante/escludente);
ed altri aspetti. 
La realizzazione di una DISCARICA a Piano di Sacco di Città Sant’Angelo potrebbe comportare danni e rischi elevati sulla salute e sul tenore di vita della Collettività: l’agricoltura, l’enogastronomia, il turismo verde, le biodiversità, le tipicità e le specialità tradizionali, che sono delle realtà in piena fase di valorizzazione, subiranno sicuramente penalizzazioni letali e ogni sviluppo in quella zona sarà danneggiato. Pertanto il percorso avviato dalla Provincia di Pescara è inopportuno, sul piano ambientale e sociale.
Città Sant’Angelo/Pescara, 01 marzo 2012


Pierpaolo Di Brigida - Segretario dei Comunisti Italiani - Sezione di Città Sant’Angelo
Fernando Fabbiani - Segretario dei Comunisti Italiani - Federazione di Pescara


giovedì 23 febbraio 2012

COMUNICATO STAMPA GRUPPO PDCI REGIONE ABRUZZO

Contro le proposte del PD e di Confindustria sulla legge elettorale

 Le preoccupanti dichiarazioni del capogruppo del Partito Democratico al Consiglio regionale D’Alessandro, che, chiedendo, in perfetto accordo con il Presidente di Confindustria Abruzzo, una riforma elettorale con sbarramento al 6%, rendono evidente come il PD abbia ormai imboccato una deriva poco democratica, rivolta solo al governo delle Istituzioni, senza se e senza ma, e, soprattutto, senza alcun controllo democratico.
Una deriva che vuole eliminare dalle istituzioni tutte quelle forze che si oppongono (da destra o da sinistra), alle politiche del massacro sociale (come quelle del Governo Monti) ed alle consociazioni affaristiche con i poteri forti come le banche, la Confindustria, le vecchie e nuove baronie.
D’altro canto che nel PD deberlinguerizzato andassero prevalendo queste tendenze è ormai chiaro da tempo!.
Basti ricordare come il loro ex capo Walter Veltroni è riuscito a fare ciò che nemmeno a Mussolini era riuscito: estromettere i Comunisti dal Parlamento Italiano.
Sono convinto però, che sarà il popolo italiano a bocciare l’innaturale alleanza consociativa politico-affaristica che sta producendo solo il definitivo smantellamento dello stato sociale, il declassamento del lavoro come fondamento principale della nostra Costituzione, l’impoverimento generale delle classi popolari e, tra non molto, anche del ceto medio del nostro paese.
                                                                   Il Presidente del Gruppo dei Comunisti Italiani
                                                                                              Antonio Saia
L’Aquila, 22 febbraio 2012

RISOLUZIONE-Allevamento galline ovaiole in batterie e multe dell’Unione europea

Premesso che

Da notizie apparse sulla stampa è molto probabile una procedura di infrazione della Commissione Europea verso l’Italia responsabile di non essersi completamente adeguata alla direttiva UE n. 74 del 1999, che imponeva la messa al bando dal 2012 delle vecchie gabbie per l'allevamento di galline ovaiole in Europa

Secondo molti questa procedura di infrazione è conseguenza di anni di assoluta inerzia nell’applicare una legge nota da ben 13 anni.

Nel 1999 fu deciso la messa al bando delle gabbie di batteria a partire dal 1 gennaio 2012, anche se si parla di una proroga.

Ritardi e sottovalutazione, da una parte dei produttori di uova e anche da molte istituzioni nazionali, hanno evitato di considerare tale scadenza vincolante. La commissione Europea ci rammenta che il diritto comunitario e il benessere degli animali sono vincolanti e devono essere rispettati.


Premesso che

Negli ultimi giorni sono apparse notizie in cui si è sempre più certi del fatto che l’Italia rischia di subire una raffica di infrazioni per violazioni di norme comunitarie relative al commercio di farmaci generici, sulle concessioni delle spiagge agli stabilimenti balneari, allo smaltimento delle pile, allo smaltimento dei rifiuti ecc…

Secondo alcune notizie di stampa l’Italia ha in corso 136 procedure di i frazione, di cui 38 per il mancato reperimento di direttive comunitarie e circa 100 per violazione del diritto dell’Unione.


Rilevato che

Come spesso accade in Italia per responsabilità di alcuni, che preferiscono non rispettare le norme, sono poi tutti i Cittadini a pagarne le conseguenze, in questo caso le Istituzioni nazionali espongano il Paese alla seconda procedura di infrazione sullo stesso argomento per tutelare allevatori che non intendono rispettare le norme comunitarie.

Infatti l’Italia è stata già oggetto di procedura di infrazione sulla materia per aver recepito in maniera difforme la Direttiva Europea 1999/74 con il decreto legislativo 267/2003, procedura poi risolta a seguito di dietrofront del Governo Italiano nel 2006.

Rilevato che

Sono circa 50 milioni le galline allevate in Italia e circa 80% delle galline ovaiole vive in gabbie di batteria; l'allevamento in batteria è un sistema intensivo dove milioni di galline sopravvivono recluse in uno spazio più piccolo di un foglio di carta.

I maschi di gallina ovaiola sono considerati non “necessari” perché non producono uova, e la razza non è adatta a crescerli come polli “da carne”, perché crescono troppo lentamente e non raggiungono un peso sufficiente a essere economicamente vantaggiosi.

I pulcini maschi sono quindi separati dopo la nascita dalle femmine e uccisi in modo molto riprovevole (ci sono dei video agghiaccianti che dimostrano il modo brutale con cui si procede a queste “eliminazioni”).

Ogni anno in Italia 30 milioni di pulcini vengono triturati e smaltiti come rifiuti o farine di carne.

L’allevamento in gabbie di batterie è un sistema di allevamento che prevede ventilazione e luce forzata per aumentare la produzione. Una tortura per gli animali, per le galline ovaiole questo significa l’impossibilità di aprire le ali, razzolare in cerca di cibo. Fare bagni di terra, appollaiarsi, deporre uove in umido. Le galline in gabbia sono aggressive, spesso impazziscono, sono stati evidenziati casi di “cannibalismo” tanto che spesso a loro viene tagliato il becco. Subiscono innumerevoli danni fisici, dalla osteoporosi, alla frattura delle osse, i loro arti si deformano e le loro unghie spesso crescono a tal punto da girarsi intorno alle gabbie


Rilevato che


Esistono forme di allevamento diverso che consentono un allevamento diverso che non comporta forme di tortura per le galline, come l’allevamento biologico o l’allevamento all’aperto.



tutto quanto premesso,

il Consiglio Regionale impegna



il Presidente della Giunta Regionale, l’assessore alla Agricoltura:



1) A prendere delle iniziative nei confronti del Governo per non far pagare questa nuova procedura di infrazione ai cittadini italiani, garantendo da subito misure applicative che non costituiscano deroga alla norma europea e un impegno alla riscrittura del sistema sanzionatorio, oggi non efficace e pensato per garantire impunità ad allevatori che preferiscono pagare sanzioni;

2) A prendere delle iniziative nei confronti del ministero delle Politiche Agricole per chiedere un piano straordinario di controlli sull’etichettatura delle uova e il ritiro dal mercato delle uova provenienti da galline detenute in gabbie di batteria oggi illegali, perché è intollerabile che i cittadini acquistino quelle che di fatto a seguito delle direttive europee rischiano di diventare “uova illegali” essendone completamene all’oscuro .



Il consigliere dei Verdi
Walter Caporale

Il consigliere dei Comunisti Italiani
Antonio Saia

Il consigliere di Rifondazione Comunista
Maurizio Acerbo


L’Aquila 23 febbraio 2012

domenica 19 febbraio 2012

ABRUZZO: DILIBERTO, INQUIETANTE CORTEO FORZA NUOVA E TOLLERANZA CON FASCISTI

"E' inquietante che l'amministrazione di Nereto consenta un corteo 'contro l'immigrazione' di un forza apertamente neofascista come Forza Nuova." Lo afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci, che prosegue: "Si tratta della peggiore risposta possibile al dramma vissuto dalla giovane neretese. Ribadiamo che le forze neofasciste devono essere sciolte, come prevede la Costituzione, ma inquieta ancora di più l'atteggiamento di certa parte del centrodestra, che continua a tollerare i neofascisti.