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giovedì 23 febbraio 2012

RISOLUZIONE-Allevamento galline ovaiole in batterie e multe dell’Unione europea

Premesso che

Da notizie apparse sulla stampa è molto probabile una procedura di infrazione della Commissione Europea verso l’Italia responsabile di non essersi completamente adeguata alla direttiva UE n. 74 del 1999, che imponeva la messa al bando dal 2012 delle vecchie gabbie per l'allevamento di galline ovaiole in Europa

Secondo molti questa procedura di infrazione è conseguenza di anni di assoluta inerzia nell’applicare una legge nota da ben 13 anni.

Nel 1999 fu deciso la messa al bando delle gabbie di batteria a partire dal 1 gennaio 2012, anche se si parla di una proroga.

Ritardi e sottovalutazione, da una parte dei produttori di uova e anche da molte istituzioni nazionali, hanno evitato di considerare tale scadenza vincolante. La commissione Europea ci rammenta che il diritto comunitario e il benessere degli animali sono vincolanti e devono essere rispettati.


Premesso che

Negli ultimi giorni sono apparse notizie in cui si è sempre più certi del fatto che l’Italia rischia di subire una raffica di infrazioni per violazioni di norme comunitarie relative al commercio di farmaci generici, sulle concessioni delle spiagge agli stabilimenti balneari, allo smaltimento delle pile, allo smaltimento dei rifiuti ecc…

Secondo alcune notizie di stampa l’Italia ha in corso 136 procedure di i frazione, di cui 38 per il mancato reperimento di direttive comunitarie e circa 100 per violazione del diritto dell’Unione.


Rilevato che

Come spesso accade in Italia per responsabilità di alcuni, che preferiscono non rispettare le norme, sono poi tutti i Cittadini a pagarne le conseguenze, in questo caso le Istituzioni nazionali espongano il Paese alla seconda procedura di infrazione sullo stesso argomento per tutelare allevatori che non intendono rispettare le norme comunitarie.

Infatti l’Italia è stata già oggetto di procedura di infrazione sulla materia per aver recepito in maniera difforme la Direttiva Europea 1999/74 con il decreto legislativo 267/2003, procedura poi risolta a seguito di dietrofront del Governo Italiano nel 2006.

Rilevato che

Sono circa 50 milioni le galline allevate in Italia e circa 80% delle galline ovaiole vive in gabbie di batteria; l'allevamento in batteria è un sistema intensivo dove milioni di galline sopravvivono recluse in uno spazio più piccolo di un foglio di carta.

I maschi di gallina ovaiola sono considerati non “necessari” perché non producono uova, e la razza non è adatta a crescerli come polli “da carne”, perché crescono troppo lentamente e non raggiungono un peso sufficiente a essere economicamente vantaggiosi.

I pulcini maschi sono quindi separati dopo la nascita dalle femmine e uccisi in modo molto riprovevole (ci sono dei video agghiaccianti che dimostrano il modo brutale con cui si procede a queste “eliminazioni”).

Ogni anno in Italia 30 milioni di pulcini vengono triturati e smaltiti come rifiuti o farine di carne.

L’allevamento in gabbie di batterie è un sistema di allevamento che prevede ventilazione e luce forzata per aumentare la produzione. Una tortura per gli animali, per le galline ovaiole questo significa l’impossibilità di aprire le ali, razzolare in cerca di cibo. Fare bagni di terra, appollaiarsi, deporre uove in umido. Le galline in gabbia sono aggressive, spesso impazziscono, sono stati evidenziati casi di “cannibalismo” tanto che spesso a loro viene tagliato il becco. Subiscono innumerevoli danni fisici, dalla osteoporosi, alla frattura delle osse, i loro arti si deformano e le loro unghie spesso crescono a tal punto da girarsi intorno alle gabbie


Rilevato che


Esistono forme di allevamento diverso che consentono un allevamento diverso che non comporta forme di tortura per le galline, come l’allevamento biologico o l’allevamento all’aperto.



tutto quanto premesso,

il Consiglio Regionale impegna



il Presidente della Giunta Regionale, l’assessore alla Agricoltura:



1) A prendere delle iniziative nei confronti del Governo per non far pagare questa nuova procedura di infrazione ai cittadini italiani, garantendo da subito misure applicative che non costituiscano deroga alla norma europea e un impegno alla riscrittura del sistema sanzionatorio, oggi non efficace e pensato per garantire impunità ad allevatori che preferiscono pagare sanzioni;

2) A prendere delle iniziative nei confronti del ministero delle Politiche Agricole per chiedere un piano straordinario di controlli sull’etichettatura delle uova e il ritiro dal mercato delle uova provenienti da galline detenute in gabbie di batteria oggi illegali, perché è intollerabile che i cittadini acquistino quelle che di fatto a seguito delle direttive europee rischiano di diventare “uova illegali” essendone completamene all’oscuro .



Il consigliere dei Verdi
Walter Caporale

Il consigliere dei Comunisti Italiani
Antonio Saia

Il consigliere di Rifondazione Comunista
Maurizio Acerbo


L’Aquila 23 febbraio 2012

venerdì 20 gennaio 2012

INTERPELLANZA ; Ritardi pubblicazione legge finanziaria e bilancio 2012



I sottoscritti Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani e Maurizio Acerbo Consigliere regionale di Rifondazione Comunista.

Premesso che
Il consiglio regionale dell’Abruzzo considerato l’opportunità e l’urgenza di approvare  la legge finanziaria e il bilancio entro fine anno, nella notte tra il 29 e il 30 dicembre 2011, ha approvato la suddetta legge, nella quale sono stati approvati numerosi emendamenti migliorativi presentati dalle opposizioni, che, per l’occasione, sono state fortemente propositive e disponibili a rimuovere ogni ostruzionismo nell’interesse generale della popolazione abruzzese.
Subito dopo l’approvazione, vista l’urgenza, il Consiglio Regionale, sollecitato dal Presidente della Giunta ha approvato la procedura d’urgenza per ridurre i tempi per l’entrata in vigore della legge.
Per consuetudine ormai consolidata la legge finanziaria e la legge di bilancio sono le prime ad essere promulgate dal Presidente ed ad essere pubblicate nel BURA, all’inizio di ogni anno, onde consentire che le norme in essa contenute abbiano efficacia sin dall’inizio del nuovo esercizio finanziario. 
Ogni ritardo nella pubblicazione della legge finanziaria e di bilancio rischia di avere affetti negativi e distorsivi rispetto alle misure che sono state previste.


Rilevato che
Ad oggi, 17 gennaio 2012, a distanza di 20 giorni dall’approvazione delle stesse non è stata ancora pubblicata la legge sul BURA e non si hanno notizie certe sulla data in cui la leggi sono state promulgate.


Denunciato il fatto che
            Questo inspiegabile ritardo rischia di avere effetti perversi ed imprevedibili:
a)      Per le finanze regionali per i mancati introiti previsti;
b)      Per i Cittadini abruzzesi che vedono vanificati e/o ritardati l’esercizio di eventuali diritti o assegnazione di eventuali benefici previsti dalla legge;
c)      Per il mantenimento di uno stato di incertezza e confusione su alcune questioni che la legge finanziaria intendeva chiarire in via definitiva (come il blocco delle autorizzazioni provvisorie per l’esercizio delle cave, in attesa dell’approvazione del piano cave atteso da oltre 25 anni).


Sottolineato il fatto che
La correzione di eventuali incongruenze rilevate e/o l’aggiunta o soppressione o correzione di articoli può essere fatta anche in fase successiva alla pubblicazione della legge, come sempre avviene in tali casi.




INTERPELLANO

il Presidente della Giunta Regionale per sapere:
1)      Per quale motivo, dopo aver segnalato l’urgenza dell’approvazione della legge finanziaria e della legge di bilancio, entro il 31/12/2011, non si è provveduto poi in modo tempestivo alla sua promulgazione e pubblicazione sul BURA.
2)      Se non ritenga che tale ritardo possa causare danni economici alla regione e privare di diritti i Cittadini destinatari di eventuali benefici previsti dalle suddette leggi.
3)      Se, al contrario, questo ritardo si possa risolvere in un imprevisto ed inopportuno vantaggio di altri soggetti e/o altre attività, che la legge intendeva regolamentare in modo definitivo.
4)      Se, in particolare, nel lasso di tempo intercorso tra il 1° gennaio e la data di pubblicazione della legge sul BURA ci sono state e/o ci saranno autorizzazioni all’esercizio di nuove cave in deroga rispetto all’approvazione del Piano regionale delle cave, e in tal caso, quali o quante sono o sarebbero le autorizzazioni concesse in deroga.
5)      Chi si farà carico di compensare gli eventuali danni alle casse regionali ed ai Cittadini interessati provocati dal ritardo dell’entrata in vigore della suddetta legge.


                                                                                                       



                                                                            Il consigliere dei Comunisti Italiani
                                                                                              Antonio Saia
                                                                                                       


                                                                       Il consigliere di Rifondazione Comunista
                                                                                           Maurizio Acerbo



L’Aquila 17 gennaio 2012

giovedì 29 dicembre 2011

LEGGE COMUNITARIA: VITTORIA AMBIENTALISTA GRAZIE A EMENDAMENTI DI COMUNISTI ITALIANI E RIFONDAZIONE

Al suo terzo passaggio in Consiglio Regionale è stata finalmente approvata la "legge comunitaria" ovviamente depurata delle norme controverse che ci avevano costretto alla presentazione di centinaia di emendamenti ostruzionistici.

Rispetto ai toni bellicosi della precedente seduta è prevalso nel PDL un atteggiamento più disponibile anche perchè un rinvio all'anno prossimo della legge avrebbe esposto l'Abruzzo a rischi di infrazione.

Avendo la maggioranza finalmente accettato i nostri emendamenti abbiamo consentito una rapida approvazione del provvedimento.

Dunque niente via libera agli inceneritori, divieto di realizzare su aree agricole impianti di trattamento e lavorazione rifiuti che sono possibili solo nelle aree industriali e artigianali, presenza degli ambientalisti nel comitato tecnico di coordinamento regionale, niente monetizzazione del rischio ambientale, questi sono alcuni degli obiettivi raggiunti con i nostri emendamenti.

Inoltre sono stati stralciati su nostra tutti gli articoli relativi all'elettromagnetismo.

E' stato sventato il tentativo da parte della maggioranza di riscrivere la normativa regionale utilizzando uno strumento improprio come una legge di adeguamento alle normative comunitarie.

La maggioranza ovviamente ha legittimamente tutto il diritto di ripresentare le sue proposte sui rifiuti o su altre materie ma attraverso provvedimenti ad hoc che consentano approfondimento e coinvolgimento dell'opinione pubblica nel dibattito.

Noi continueremo a batterci per una politica dei rifiuti che ci collochi sulle frontiere più avanzate della riduzione, del riciclo e del riuso.



Il consigliere di Rifondazione Comunista
Maurizio Acerbo

Il Consigliere dei Comunisti Italiani
Antonio Saia

giovedì 6 ottobre 2011

INTERPELLANZE DEL CONSIGLIERE REGIONALE PDCI ALLA REGIONE ABRUZZO ANTONIO SAIA

Uso pesticidi in agricoltura

Il sottoscritto Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani

Premesso che

L’uso razionale dei pesticidi in agricoltura è necessario per difendere le varie coltivazioni da parassiti, insetti, funghi e erbe infestanti. E’ ovvio tuttavia che preservare la coltura non dovrebbe, consentire un uso sproporzionato di pesticidi; autorevoli studiosi ed esperti spingono per una diminuzione dell’uso della chimica e dei fitofarmaci in agricoltura.

Sono noti i rischi per le persone a causa dell’esposizioni diretta e indiretta a queste sostanze, così come i rischi per le contaminazioni di acqua, suolo, e aria, che provocano, con effetto a catena, problemi agli uomini, alla vegetazioni e agli animali (spesso anche insetti utili).

Rilevato che

Il quadro normativo è molto complesso, e spesso deve adattarsi ai nuovi studi in atto, anche per la sostituzione delle cosiddette sostanze attive (s.a.) che sono pericolose per l’uomo e per l’ambiente, e per la esplicitazione dei cosiddetti limiti massimi di residuo (LMR cioè il più alto residuo per un pesticida legalmente tollerato negli alimenti o nei mangimi).

Rilevato che

Da dati elaborati da laboratori pubblici, dalle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA), da associazioni ambientaliste risulta ancora elevata la presenza di residui di pesticidi nei campioni di ortofrutta e derivati, e si è verificato un aumento di campioni cosiddetti “multi residuo” cioè di campioni regolari che hanno evidenziato più e diversi residui chimici nello stesso campioni di frutta, verdura o derivato.

La normativa ha portato un maggiore controllo delle sostanze attive impiegate nella produzione anche sui limiti massimi di residuo consentito (LMR). Molti, e soprattutto le associazioni ambientalistiche, lamentano la mancanza di una regolamentazione specifica sull’impiego simultaneo di principi attivi nella produzione dei formulati, così come la normativa è carente rispetto al cosiddetto” multi residuo” e si basa solo sui singoli residui.

Rilevato che

Secondo molti un altro problema da approfondire riguarda la rintracciabilità dei pesticidi anche oltre il termine fissato per smaltimento delle scorte e non sono pochi i casi in cui la loro rintracciabilità è presente oltre il termine suddetto.

Rilevato che

Non va sottovalutato il problema della cosiddetta “contaminazione ambientale”. Spesso infatti l’uso non sostenibile dei pesticidi comporta danni alla natura e quindi all’uomo. Se l’ambiente è inquinato le stesse risorse sfruttabili dall’uomo deperiscono creando un danno a tutte le specie viventi.


INTERPELLA


 il Presidente della Giunta Regionale, l’assessore all’Agricoltura:


1. Quale è la situazioni in Abruzzo relativamente all’uso dei pesticidi e quali sono i dati in possesso della Regione;

2. Se vi è, e quale è, la tabella riepilogativa relativa ai controlli sui campioni analizzati relativamente a verdura, frutta, prodotti derivati e vari di irregolari, di regolari senza residui, di regolari con un solo residuo, e di regolari con più residui.

3. Se intende la Regione attivarsi nei confronti del Governo per il prolungamento del divieto all’uso neonicotinoidi la cui scadenza è al 31 ottobre 2011(pesticida usato per la concia delle sementi del mais, che ha causato una moria di api senza precedenti) da molti considerata pericolosa.

4. Cosa intende fare la Regione per assicurare una azione di conoscenza per una politica agricola che limiti al massimo l’uso dei pesticidi e sia rispettosa della natura e quindi di tutti gli esseri viventi.


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Esenzione ticket Pazienti affetti da Gammopatia Monoclonale



Il sottoscritto Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani

Premesso che

La Gammopatia Monoclonale è una patologia assimilata alle affezioni tumorali, in quanto essa va tenuta costantemente sotto sorveglianza, perché suscettibile di evolvere in Mieloma multiplo o Plasmocitoma, in una altissima percentuale di casi nel giro di 10-20 anni.

Che tale affezione sia inquadrabile tra le malattie tumorali è dimostrato anche dal fatto che essa è ricompresa nel registro dei tumori.

Come è noto le patologie tumorali danno ai soggetti che ne soffrono il diritto all’esenzione dai ticket sanitari con il codice 048 (per cui l’esenzione è limitata solo alle prestazioni relative al controllo della malattia).


Sottolineato il fatto che

I Pazienti affetti da Gammopatia Monoclonale sono generalmente seguiti o presso i Reparti di Ematologia o presso quelli di Oncologia, che richiedono periodicamente l’esecuzione di batterie di esami particolarmente onerosi per i Pazienti.


Rilevato infine che

in generale molti specialisti dei suddetti centri non hanno indicazioni chiare in modo da poter rilasciare agli Assistiti il certificato attestante la patologia ed il relativo diritto all’esenzione con codice “048”.

Che la mancanza o il ritardo nell’esecuzione dei controlli dovuti può comportare per i Pazienti una diagnosi tardiva che potrebbe pregiudicare le possibilità di cura e di sopravvivenza degli stessi e per il S.S.N. e l’I.N.P.S. un aggravio di spese per la cura e l’Assistenza ai suddetti Pazienti, mentre l’individuazione precoce dell’evoluzione negativa della patologia può consentire la cura e la guarigione (senza esiti invalidanti) della malattia


INTERPELLA


il Presidente della Giunta Regionale, anche nella sua qualità di Assessore alla Sanità, nonché di Commissario di Governo :

- Per sapere se non ritenga necessario ed urgente diramare una disposizione a tutte le ASL perché venga impartita a tutte le strutture specialistiche ambulatoriali ed ospedaliere (sia ematologiche che oncologiche) la disposizione di concedere l’esenzione contraddistinta con il codice “048” a tutti i Pazienti affetti da Gammopatia Monoclonale.



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Ticket più cari delle prestazioni


Il sottoscritto Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani


Premesso che

Il recente inasprimento dei ticket sulla diagnostica e su tutte le prestazioni specialistiche con l’aggiunta di 10 euro su ogni impegnativa che si viene a sommare alla quota di partecipazione già prevista, comporta che molte prestazioni prescritte agli Assistiti imporranno a questi ultimi l’esborso di una somma addirittura superiore all’intero costo, secondo il tariffario nazionale, della prestazione.


Rilevato che


Ciò avviene per esempio per le visite specialistiche (sia prima visita che successive), per molti esami di laboratorio, per esami radiologici semplici quali rx torace e/o di vari segmenti scheletrici, per esecuzione di ECG, spirometria ed altri esami.

Tutto ciò si configura come una vera e propria “BEFFA” per i Cittadini malati, i quali non conoscendo preventivamente il costo delle prestazioni, si presentano agli sportelli CUP con la regolare impegnativa del proprio medico, non sapendo che, con essa, pagheranno di più dell’intero costo della prestazione.


Sottolineato il fatto che


Tale beffa potrebbe anche, ad una attenta considerazione, essere assimilata ad una “truffa”, in quanto consumata a danno di soggetti deboli, ignari ed inconsapevol,i in quanto non a conoscenza dei costi delle prestazioni.


INTERPELLA


il Presidente della Giunta Regionale, anche nella sua qualità di Assessore alla Sanità, nonché di Commissario di Governo :

- Per chiedere se non ritenga opportuno ed urgente dare diposizione a tutte le ASL affinchè presso gli sportelli gli addetti all’esenzione dei ticket non riscuotano mai dagli Assistiti somme superiori all’intero costo, secondo tariffario nazionale, delle prestazioni richieste sull’impegnativa.



Il consigliere dei Comunisti Italiani

Antonio Saia






giovedì 4 febbraio 2010

INTERPELLANZA URGENTE

Commissariamento clinica Villa Pini

I sottoscritti Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani e Maurizio Acerbo Consigliere regionale di Rifondazione Comunista.

Premesso che

che nei giorni scorsi, su disposizione della Magistratura di Chieti era stato disposto il commissariamento della clinica Villa Pini di Torrevecchia Teatina (CH) ed era stato nominato commissario il dott. Ugo Zurlo professionista di elevata capacità e provata esperienza nel settore;



Rilevato che

il predetto dott. Ugo Zurlo dopo aver accettato l’incarico ed aver delineato un iniziale Piano volto a fare chiarezza su tutte le questioni aperte ed analizzare le criticità onde elaborare un programma di interventi in grado di risolvere le complesse problematiche assistenziali e lavorative, ha improvvisamente rinunciato all’incarico;



Rilevato altresì che



le scarse notizie apparse sulla stampa ed alcune dichiarazioni sibilline non hanno fatto chiarezza sulle vere motivazioni dell’improvvisa rinuncia all’incarico;

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore alla Sanità per chiedere:

Se sono a conoscenza delle motivazioni alla sono alla base della rinuncia all’incarico del dott. Ugo Zurlo;
Se non ritengano necessario, di fronte ad un problema tanto grave e dirompente, che tali motivazioni siano rese pubbliche con estrema chiarezza.



L’Aquila, 04/02/2010

Il consigliere dei Comunisti Italiani

Antonio Saia

Il consigliere di Rifondazione Comunista
Maurizio Acerbo

giovedì 28 gennaio 2010

Comunicati Stampa : Antonio Saia (Comunisti Italiani) Maurizio Acerbo (rifondazione Comunista)


LA PROCURA DI PESCARA DA’ UNA LEZIONE DI STILE A CHI DELEGITTIMA LE INCHIESTE

Esprimiamo il nostro apprezzamento per l’iniziativa intrapresa dai magistrati pescaresi oggetto di una campagna di delegittimazione bipartisan che ha superato ogni livello di decenza.

Chiedendo al ministro Alfano l’invio di ispettori ministeriali che possano verificare la fondatezza dei giudizi espressi in queste settimane da parlamentari e giornalisti sulla sanitopoli abruzzese, la Procura di Pescara ha risposto con la massima correttezza istituzionale e nel rispetto dei differenti ruoli di parlamento e magistratura.

Il nostro ordinamento non prevede che assoluzioni e condanne vengano decise nei salotti televisivi, ma nei tribunali.

Facciamo notare che la campagna di delegittimazione è bipartisan come lo era anche il malaffare emerso con l’inchiesta della Procura pescarese.

Ci auguriamo che l’iniziativa della Procura richiami al proprio senso di responsabilità chi utilizza il proprio ruolo istituzionale per delegittimare il nostro ordinamento costituzionale.

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In relazione alle decisioni del gruppo PdL di ridimensionare i piccoli gruppi della Regione

Non risponde al vero quanto riportato nel comunicato fato alla stampa dal gruppo Regionale del Popolo delle Libertà, riunitosi a Pescara che sostiene che piccoli gruppi, (come Rifondazione e Comunisti Italiani), usufruirebbero di personale e fondi uguali a quelli dei gruppi maggiori.

Va rilevato infatti che, a parte un personale minimo assegnato a tutti, che è assolutamente necessario in quanto anche i piccoli gruppi devono assicurare la medesima attività per tutti i prevedimenti ed in tutte le commissioni, per il resto il personale ed i fondi sono assegnati in modo proporzionale alla consistenza numerica dei gruppi stessi.

Va poi rimarcato il fatto che il PdL, ed i gruppi maggiori di opposizione, dispongono anche del personale assegnato alle varie cariche istituzionali di Giunta, Consiglio e Commissioni, (Presidenti, vice Presidenti, segretari ed assessori).

In conclusione, dalla riunione di maggioranza è emerso che, anzichè a provvedere alla promessa revisione delle indennità, si intende procedere, attraverso una ridistribuzione dei fondi in senso inverso ad ogni criterio di giustizia, ad una restrizione ulteriore dei pochi, residui, spazi di democrazia.

Si fa infine presente che, mentre i consiglieri dei gruppi maggiori devono ciascuno seguire solo (e in parte) i lavori due commissioni, i consiglieri dei gruppi minori devono ciascuno seguire i lavori di tutte le commissioni, facendosi carico, da soli, di analizzare proporre ed emendare tutti i provvedimenti ad esse assegnati, per cui hanno bisogno almeno di uno staff minimo come quello attualmente a loro disposizione e che la maggioranza intende ridimensionare.

Ci pare giusto rilevare infine che, per quanto ci riguarda abbiamo sino ad oggi dimostrato concretamente nei fatti, con il lavoro quotidiano, di aver svolto il nostro compito, (oggi di opposizione), con dedizione, passione ed impegno.

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Parere favorevole della III commissione sul pdl Acerbo-Saia contro il lavoro nero in agricoltura


La III commissione (agricoltura) del Consiglio Regionale ha espresso stamattina all’unanimità parere favorevole sul nostro progetto di legge per il contrasto del lavoro nero in agricoltura.


Ringraziamo il presidente Antonio Del Corvo per aver posto in tempi brevi, come da noi richiesto, il progetto di legge all’attenzione della commissione.


Ora attendiamo che anche la IV commissione presieduta da Nicola Argirò esamini il provvedimento in tempi brevi per arrivare alla definitiva approvazione da parte del consiglio Regionale.


Ricordiamo che la nostra legge colma un vuoto normativo dotando la Regione Abruzzo di un’organica e innovativa disciplina in materia di contrasto a un fenomeno che finalmente, dopo i fatti di Rosarno, si è imposto all’attenzione dell’opinione pubblica.


Si tratta di una legge a tutela del lavoro che introduce meccanismi di controllo normali negli altri paesi europei, ma che in Italia la sola Regione Puglia ha finora adottato.


La lotta contro lo sfruttamento schiavistico di lavoratori immigrati in agricoltura non può essere delegata soltanto alla magistratura e alle forze dell’ordine.



giovedì 14 gennaio 2010

INTERPELLANZA URGENTE : Situazione Lavoratori San Stefar dell’Aquila

Il sottoscritto Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani.

Premesso che:

a seguito del terremoto del 6 aprile 2009 è stato praticamente interrotto il servizio di Riabilitazione che veniva svolto nella città di L’Aquila dall’Istituto San Stefar;

Rilevato che

le note vicende che riguardano il gruppo Villa Pini, cui appartengono anche i centri San Stefar hanno impedito una ripresa dell’attività di tali centri e che, stante la delicata situazione attuale, non si prevede che la situazione possa risolversi positivamente;

Considerato che

tale situazione, oltre a causare l’immediata perdita del posto di lavoro ai 35 dipendenti dell’Istituto San Stefar di L’Aquila oggi in cassa integrazione guadagni, sta provocando grossi disagi e danni ai numerosi Pazienti abbisognevoli di trattamenti riabilitativi, per i quali, quindi ai gravi danni fisici si sono aggiunti i danni ed i disagi causati dal sisma;

Evidenziato

il fatto che in situazioni come questa le leggi nazionali a partire dalla 833 del 23 dicembre del 1978 ed altre consentirebbero il riassorbimento del personale per svolgere le medesime funzioni presso strutture pubbliche.

INTERPELLA

il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore regionale alla Sanità per sapere:
Per quale motivo la Giunta Regionale , a distanza di 8 mesi dal sisma, è totalmente disinteressata rispetto al grave problema che colpisce i Lavoratori e Pazienti della città di L’Aquila, già gravemente colpiti dagli eventi calamitosi.
Se non ritengano opportuno ed urgente provvedere all’immediata ripresa dell’attività riabilitativa nella città di L’Aquila per i Pazienti già in trattamento dall’Istituto San Stefar ed anche per i nuovi Pazienti che ne avessero bisogno.
Se non ritengano utile e necessario per far ciò, adottare un provvedimento che consenta di riassorbire presso strutture pubbliche il personale dipendente del San Stefar , oggi in cassa integrazione guadagni, che possiede professionalità ed esperienza nel settore, per far si che possano essere ripresi i trattamenti riabilitativi necessari.


L’Aquila, 13/01/2010

Il Consigliere Regionale dei Comunisti Italiani

Antonio Saia



lunedì 21 dicembre 2009

Luci ed ombre sul Documento di Programmazione Economica e Finanziaria della Regione Abruzzo.

Il documento che avrebbe dovuto essere propedeutico alla redazione della Legge Finanziaria e del Bilancio della Regione, in quanto ne doveva dettare le linee di sviluppo, avrebbe dovuto essere approvato almeno due mesi prima, è arrivato invece addirittura dopo il Bilancio e la Legge Finanziaria stessa.

Inoltre su questioni importanti come ad esempio le politiche sociali ed altro sono state adottate dalla Giunta solo l’11 Dicembre rimesse in Commissione solo nel momento della discussione.

Tutto ciò avrebbe richiesto quantomeno la presenza del Presidente della Giunta e dell’Assessore al Bilancio per confrontarsi con la Commissione sulle scelte adottate.

Ancora una volta la Giunta Regionale di centro-destra manda al suo posto un dirigente, il che dimostra che essa stessa non è in grado, né vuole discutere i suoi provvedimenti.

Allo stesso tempo denota il disprezzo delle Istituzioni parlamentari regionali, che il centro destra in Abruzzo come d’altronde a livello nazionale pratica sistematicamente.

Per quanto riguarda il merito del DPEF, và detto che in taluni passaggi riprende spunti interessanti che sono stati più volte oggetto di osservazione da parte delle opposizioni ed in particolare del PdCI e della sinistra, mi riferisco ad esempio alla necessità di far coincidere i piani sociali e sanitari, alla necessità di prevedere particolari provvidenze per l’economia delle aree protette della nostra Regione, di considerare l’istruzione nel suo complesso come elemento rilevante di sviluppo, di rilevare l’importanza di un rilancio occupazionale e della difesa della salute sui luoghi di lavoro, del problema della ricollocazione dei tanti lavoratori che per vari motivi hanno perso il posto.

Tutto ciò però contrasta in modo inequivocabile con le scelte concrete fatte nella Legge Finanziaria e del Bilancio che tagliano sistematicamente tutte le spese d’investimento lasciando inalterate e spesso aumentando le spese correnti, molte delle quali inutili ed improduttive ciò anche perché non si è fatto un attento studio preventivo sulle risorse regionali, sul loro impiego, sulle cause della lievitazione dei costi in molti settori ( come ad esempio la sanità).

Vi sono anche comportamenti contraddittori nel merito come il fatto che, mentre si parla di potenziare l’istruzione, si riducono i finanziamenti in tale direzione e si approvano leggi (come quella recente sull’apprendistato) in cui si riduce, di fatto, la scuola dell’obbligo, come anche contraddittorie sono le dichiarazioni sulla difesa dell’ambiente e sul rilancio dell’agricoltura e del turismo mentre, oltre a tagliare finanziamenti allo sviluppo, si approvano leggi come quella sulla “difesa della costa teatina” che oltre a non difendere affatto la costa, l’ambiente, l’agricoltura di pregio e la salute dei cittadini, apre la strada all’apertura di fabbriche e discariche inquinanti, ed impianti di ricerca di idrocarburi in terra ed in mare, ecc…..

In conclusione appare chiaro che la Giunta Regionale considera “chiacchiere” quelle poche cose apprezzabili contenute nel DPEF mentre continua ad operare, nel dispregio delle Istituzioni e con totale ed assoluta incapacità o volontà di affrontare e risolvere i problemi reali.



L’Aquila, 19.12.2009



Partito dei Comunisti Italiani

Il Presidente del Gruppo

Antonio Saia

venerdì 18 dicembre 2009

SULLE TASSE LE PROTESTE ERANO FONDATE,L’ATTEGGIAMENTO DI CHIODI NO!

Martedì il presidente Chiodi ha interrotto i lavori del Consiglio regionale per dare l’annuncio della proroga della sospensione delle tasse per le popolazioni colpite dal sisma. Nel farlo il Presidente si è lasciato andare a infelici battute nei confronti delle opposizioni, degli enti locali e dei comitati aquilani che avrebbero inscenato un’inutile protesta nelle scorse settimane nei confronti di un governo che ha sempre mantenuto le promesse.

I fatti danno torto a Chiodi che dovrebbe chiedere scusa per un atteggiamento arrogante quanto sciocco.

Si dimostra ancora una volta che l’attitudine di Chiodi nei confronti del governo non paga.

Ci fa piacere che tutti i capogruppo del Consiglio Regionale abbiamo sottoscritto una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica denunciando la disparità di trattamento introdotta dal decreto mille proroghe.

E’ il segno che la pazienza ha un limite e che anche chi milita nel centrodestra comincia a mostrare apertamente insofferenza.

Quello del governo è un atteggiamento classista che contrasta con i principi costituzionali rispetto al quale tutto l’Abruzzo deve esprimere la propria contrarietà.

La sospensione del pagamento delle tasse per tutti è un atto dovuto considerato l’eccezionale impatto del terremoto, ma come prevedibile nulla è scontato nell’Italia di Berlusconi e Tremonti.

Il paradosso è che, secondo il governo, molti benestanti potrebbero essere esclusi mentre pensionati e cassintegrati dovrebbero pagare.

Rivendicare con forza i diritti dell’Abruzzo e delle popolazioni colpite dal terremoto è un dovere.

Gli abruzzesi non chiedono elemosine al governo Berlusconi, ma di essere trattati da cittadini della repubblica italiana.

Ricordiamo agli smemorati sempre pronti ad applaudire il cavaliere, come già da noi ricordato in aula a Chiodi, che in occasione del terremoto del 1984 che ebbe un impatto assai più lieve dell’attuale, il pagamento delle tasse fu sospeso per tutti per un periodo di due anni e che la restituzione fu richiesta dopo molti anni nella misura del 40% con un lunghissimo periodo di rateizzazione.

Chiodi decida se vuole fare lo zerbino del governo o il presidente degli abruzzesi.



L’Aquila,18 Dicembre 2009

I CONSIGLIERI REGIONALI

Antonio Saia dei Comunisti Italiani

Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista.

martedì 8 dicembre 2009

REGIONE ABRUZZO: RICOSTRUZIONE IMMATERIALE



Non so se il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi nello scrivere la sua introduzione al n. 9/2009 della Rivista “Abruzzo è Appennino” abbia letto l’ultimo romanzo “Di questa vita menzognera” di Giuseppe Montesano.
Il Presidente, in quella introduzione, affermava: “Dobbiamo puntare tutto sui beni immateriali, gli unici durevoli nel tempo, perchè investire in manodopera è anacronistico”. L’affermazione già di per sé non ha bisogno di ulteriori giudizi.

Nel romanzo di Giuseppe Montesano il racconto si svolge in un teatro dell’assurdo e ci presenta un mondo dominato dalla prevaricazione del più forte sul più debole, del potere subdolo e corrotto sulla cultura. Su questo palcoscenico, i Negromonte, burattinai incontrastati, tirano le fila della storia. Padroni indiscussi, progettano di vendere Napoli e dintorni allo scopo di creare “Eternapoli”, un enorme parco tematico in cui la finzione sostituisce la realtà.

Non so se il progetto del Presidente Gianni Chiodi è quello di far diventare il Centro storico dell’Aquila e quello degli altri Comuni del cratere un museo aperto, una nuova Pompei, ma il dubbio è legittimo se consideriamo il fatto che a distanza di 7 mesi la Giunta Regionale non ha ancora prodotto un atto idoneo a garantire i cittadini per la ricostruzione e non ha stabilito criteri per l’assegnazione di fondi.

Le uniche cose prodotte sono il prezziario (a sua volta copiato quasi integralmente e male dalla Regione Umbria) e l’incarico dato all’architetto Gaetano Fontana di coordinare la Struttura tecnica che dovrà sovrintendere alla ricostruzione. Meglio poco che niente, ma il fatto che il Presidente non senta la necessità e l’urgenza di mettere i cittadini abruzzesi di fronte ad un quadro legislativo organico e complessivo ci deve preoccupare e non poco. In Abruzzo circolano molti soldi per la ricostruzione e gli appetiti sono molti. Ancora siamo agli inizi e già nelle cronache quotidiane si parla di infiltrazioni mafiose o di associazioni malavitose.

Non so se l’incarico all’Architetto. Gaetano Fontana sia stato dato sulla base di una consultazione con i Comuni e le Province, ma non credo. Ma una cosa è sicura: la ricostruzione della Città dell’Aquila e del suo interland meritava qualcosa di più. Per esperienza sono scettico nei confronti di Dirigenti Ministeriali pubblici nati in Sicilia e prestati a fare il Direttore di Associazioni private (l’Associazione Nazionale Costruttori).

A queste scelte, poi, si collega lo svuotamento degli organi istituzionali. Nella conferenza stampa del 18 novembre 2009, Chiodi ha affermato che “frequenti saranno i confronti con il Consiglio regionale e con i capigruppo, nell’intento di aggiornare l’assemblea regionale sullo stato dei lavori e, di converso, ricevere dalla stessa suggerimenti e proposte utili a rendere più efficace ed efficiente il difficile processo di ricostruzione”.


Spero che ci sia qualche reazione dei consiglieri stessi a questo svuotamento dell’Organo sovrano della Regione Abruzzo. Ma il fatto che un Presidente di Giunta (Organo esecutivo) costruisca i suoi rapporti con il Consiglio Regionale (Organo legislativo) per un “confronto”, per un “aggiornamento” e per “suggerimenti”, e non su proposte di legge, deve preoccupare tutti coloro che hanno interesse nella crescita politica e democratica di questa Regione. Non dimentichiamo che la destra governa la nostra Regione con il 48% ma con la più bassa percentuale di votanti (53%).

L'Aquila, 7.12.2009

Il Segretario Provinciale e Responsabile regionale PdCI
Angelo Ludovici

mercoledì 25 novembre 2009

VENTURONI DEVE DIMETTERSI!


Stupefacente il pensiero di Piccone: se la magistratura indaga su esponenti del centro sinistra, fa il suo dovere, è indipendente, è efficiente. Se indaga su esponenti di centro destra, la medesima Magistratura diventa incline alle tentazioni del “rito ambrosiano” e veste i panni della “toga rossa”.

L'Abruzzo non ha bisogno di simili “campioni di demagogia”.

La nostra è una regione che ha già vissuto una stagione tragica: gli arresti dell'ex Presidente della Giunta regionale, lo scioglimento del Consiglio regionale, le nuove elezioni.

I Comunisti Italiani hanno posto da subito la centralità della questione morale come questione politica, culturale, prima ancora che giudiziaria.

Hanno chiesto che si condividesse l'urgenza di evitare agli abruzzesi la pesantezza di essere rappresentati da uomini o donne su cui ci fosse solo l'ombra di un sospetto. Hanno chiesto, per questo, che si condividesse la scelta di evitare candidature di persone coinvolte in fatti giudiziari.

Questione morale, dunque, da assumere come principio assoluto, da rispettare soprattutto in questa fase della storia abruzzese: chi sta nelle istituzioni a rappresentare tutti gli abruzzesi deve avere come requisito fondamentale quello della limpidezza.

Un principio di precauzione dovuto, dopo quello che l'Abruzzo ha vissuto.

Gli eventi che stanno di nuovo affliggendo la regione vanno, purtroppo, in una direzione opposta a quella auspicata, e dimostrano due cose:

-che la Magistratura è “bipartisan”. Ha colpito il centro sinistra nell'estate del 2008, oggi, in relazione a vicende che continuano a riguardare la sanità, coinvolge Aracu ed altri, ed inchioda a gigantesche responsabilità il centro destra abruzzese; responsabilità che si appesantiscono, in riferimento all'inchiesta che ha portato in galera Mileti, già assessore regionale della giunta Pace, e sottoposto ad avviso di garanzia Lanfranco Venturoni, attuale Assessore alla Sanità della Giunta Chiodi;
-che trova conferma la necessità di un codice etico condiviso. Al di là dell'esito delle inchieste giudiziarie, l'Abruzzo merita di essere governato e rappresentato da persone che non siano sfiorate da alcun sospetto, soprattutto se i sospetti riguardano illeciti commessi in relazione a vicende che toccano la sensibilità più profonda degli abruzzesi, come appunto la ricostruzione dal terremoto.


Per questo Venturoni deve dimettersi.

Per consentire ad una regione così duramente colpita, di poter contare su amministratori pubblici non toccati da alcuna oscura vicenda.





Partito dei Comunisti Italiani d'Abruzzo

Il Segretario Regionale

Antonio Macera

giovedì 19 novembre 2009

INTERPELLANZA URGENTE

Infortuni sul lavoro nella Regione Abruzzo



I sottoscritti Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani e Maurizio Acerbo Consigliere regionale di Rifondazione Comunista.

Premesso

che nei giorni scorsi la sezione abruzzese dell’INAIL ha reso noti i dati degli infortuni sul lavoro nella nostra Regione;

Rilevato

che da tali dati emerge il fatto che sono significantemente aumentati gli infortuni mortali, (+ 8 morti nel 2008), mentre l’altro dato riguardante il numero totale degli infortuni sembrerebbe indicarne una diminuzione;

Rilevato

che mentre il dato relativo agli incidenti mortali è realistico, il secondo, dato quello sul numero totale degli infortuni, è evidentemente inattendibile, molto sottostimato e falsato in quanto, come sanno tutti i Lavoratori (ormai precarizzati e ricattabili), moltissimi infortuni sul lavoro vengono nascosti e/o non denunciati all’INAIL (andando così ad incidere impropriamente sui bilanci dell’INPS e del Servizio Sanitario Nazionale);



INTERPELLANO

il Presidente della Giunta Regionale e gli Assessori regionale al Lavoro e alla Sanità per sapere:

se e quali iniziative intendano adottare per cercare di arginare questa piaga degli infortuni sul lavoro che nella nostra Regione è particolarmente grave, ponendo l’Abruzzo tra le regioni meno virtuose nel campo della prevenzione;
se e quali misure intendano mettere in atto per far si che tutti gli infortuni sul lavoro vengano regolarmente denunciati all’INAIL.

L’Aquila, 18 novembre 2009


Il consigliere dei Comunisti Italiani
Antonio Saia

Il consigliere di Rif. Comunista
Maurizio Acerbo

martedì 10 novembre 2009

COMUNICATO STAMPA

Dalla richiesta di arresto per Aracu, al sequestro di Villa Pini e di altri beni di Angelini.

Nessuna sorpresa! Nessuna novità!

Il ruolo svolto dal centro destra, in particolare dalla Giunta Pace, nella organizzazione di un sistema che ha portato alla crescita esponenziale dei tetti di spesa sanitaria a favore delle cliniche private con finalità tutt'altro che limpide, sarebbe noto da tempo. 33 i milioni di euro pretesi illegittimamente da Angelini.

Già nel corso delle indagini che hanno portato alla decapitazione del governo regionale di centro sinistra, le responsabilità di Vito Domenici (Assessore regionale alla Sanità di Forza Italia), di Sabatino Aracu (al quale Angelini avrebbe corrisposto tangenti per 1 milione di euro) e dell'intero centro destra sarebbero state individuate dalla Magistratura.

Ora la richiesta di arresto per Sabatino Aracu, seppure non concessi per la sola ragione che l'esponente del PdL non è più nelle condizioni di inquinare le prove.

E' la dimostrazione del livello altissimo di inquinamento della politica abruzzese. Le elezioni anticipate non hanno risolto nulla sul piano del ripristino di un profilo accettabile della moralità pubblica. Non potevano.

Ora il sequestro dei beni di Angelini.

“Perchè non ce l'ha detto un anno fa” gli chiede il Procuratore Generale. “Ero stressato, non ricordavo”, risponde Angelini. Avrebbe pagato una tangente di 1 milione di euro ad Aracu e lui non ricordava!

Il sequestro di Villa Pini e dei beni di Angelini sono l'inevitabile epilogo di una storia che era stata raccontata solo a metà.

Restano i dipendenti della clinica privata, da mesi senza stipendio, da tempo in lotta per la conservazione del posto di lavoro.

Si sveglia Chiodi e annuncia quello che avrebbe dovuto annunciare da tempo: la revoca dell'accreditamento. La Regione , tuttavia, deve farsi carico del destino dei lavoratori, dare loro una soluzione sicura e tempestiva ed una prospettiva di certezza.

Un terremoto giudiziario che continua e che conferma la portata paradossale della realtà dell'Abruzzo di oggi, quella di un Presidente che si ritrova a guidare una coalizione oscurata dall'ombra inquietante di chi avrebbe condotto la sanità in Abruzzo ad elargire ingiustamente, per una tragica partita di giro, fiumi di denaro alle cliniche private. Su tutte, quelle di “ Sua Sanità” Angelini.





Partito dei Comunisti Italiani d'Abruzzo

Il Segretario Regionale

Antonio Macera


venerdì 6 novembre 2009

COMUNICATO STAMPA


Tempi di attesa per effettuare prestazioni sanitarie



Ormai è cronaca quotidiana quella che riguarda i lunghi tempi di attesa che devono subire i Cittadini Abruzzesi per poter effettuare analisi ed altre prestazioni sanitarie (ecografie, radiografie, visite specialistiche, endoscopie ecc.).

Tale situazione colpisce gravemente i soggetti più esposti (cioè più cagionevoli di salute) ed i più indigenti (quelli cioè che non possono permettersi di pagare le prestazioni di tasca propria presso strutture e/o specialisti privati).

Le attese per esami importanti, spesso indispensabili per la diagnosi precoce di malattie gravissime come i tumori, rendono tardivo, e quindi inefficace, l’intervento successivo per curare e trattare adeguatamente tali malattie, causando conseguenze gravissime, spesso anche mortali, per i Cittadini malati ed anche per la società che è poi costretta a farsi carico di sostenere spese consistenti per affrontare le conseguenze gravissime che tali malattie (tardivamente curate) provocano sui Cittadini e sulle loro famiglie.

A fronte di tutto ciò la Regione Abruzzo non fa nulla per affrontare il problema ….. anzi pone ostacoli a chi, come il sottoscritto, in qualche modo vorrebbe aprire il discorso ed iniziare la ricerca di idonee soluzioni.

Vi è, ad esempio, un progetto da me presentato in Consiglio Regionale sin dal 13 marzo 2009 e che giace in Commissione senza neanche essere messo in discussione, che mira proprio a trovare soluzioni per tagliare le liste d’attesa accorciando i tempi per l’esecuzione di indagini diagnostiche e prestazioni terapeutiche ambulatoriali.

Non penso che tale legge sia il toccasana, né che possa essere esaustivo del problema ma, almeno, rappresenterebbe un inizio, un tentativo di voler affrontare il tema.

Non posso non chiedermi il perché la maggioranza che Governa la Regione , e che dirige ed indirizza anche il lavoro del Consiglio e delle Commissioni, rifiuta di mettere in discussione la predetta proposta di legge, tanto più che fino ad oggi, dopo circa un anno di attività, le Commissioni ed il Consiglio Regionale hanno ben poco lavoro da fare, anche a causa della scarsa operosità della Giunta Regionale.







Il Presidente del Gruppo dei Comunisti Italiani

Antonio Saia