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giovedì 22 ottobre 2009

INTERPELLANZA URGENTE






Estensione sospensione pagamento tasse universitarie

Il sottoscritto Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani.

Premesso

che a seguito del terremoto del 6 aprile 2009 il Ministro della Pubblica istruzione ha sospeso il pagamento delle tasse universitarie per gli studenti iscritti all’Università dell’Aquila;



Premesso

che tale provvedimento non prevede la stessa agevolazione per gli studenti residenti nei Comuni terremotati ma iscritti presso altre Università (di cui circa 1300 alla sola Università di Teramo);



Ritenendo

che tale provvedimento non debba avere quale unico scopo quello di incentivare l’iscrizione all’Università dell’Aquila, ma anche quello di aiutare gli studenti residenti nelle aree terremotate, anche iscritti presso altri Atenei;




INTERPELLA



il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione per chiedere:

se non ritengano opportuno ed urgente intervenire nei confronti del Ministro della Pubblica Istruzione affinchè la misura della sospensione del pagamento delle tasse universitarie venga estesa a tutti gli studenti residenti nei Comuni terremotati e/o almeno a coloro che erano iscritti presso altri Atenei Abruzzesi già in data antecedente al sisma del 6 aprile 2009.




L’Aquila, 22 ottobre 2009

IL CONSIGLIERE REGIONALE P.d.C.I.
Antonio Saia

giovedì 15 ottobre 2009

COMUNICATO STAMPA - INTERPELLANZA URGENTE

Sulla mozione unitaria approvata alla Camera sulle misure per le Popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto

La mozione unitaria approvata alla Camera finalizzata a promuovere ulteriori misure per i Comuni e gli Abitanti delle zone terremotate, con particolare riguardo alle questioni più spinose, come la ricostruzione degli immobili, gli sgravi fiscali ai Cittadini, le misure di sostegno al reddito ecc.., è senza’altro cosa utile e positiva e richiede attenzione da parte del Governo.

Tuttavia non si può non rilevare che le misure indicate sono ancora insufficienti e soprattutto l’entità degli stanziamenti non è tale da tranquillizzare le Popolazioni ed i Comuni che si trovano ad affrontare questioni di vitale importanza che richiederanno somme notevolmente più consistenti, e soprattutto, la certezza dei tempi per la loro erogazione.

Inoltre andrebbe maggiormente sottolineata l’importanza della ricostruzione che, dato il pregio dei centri storici devastati dal sisma, andrebbe maggiormente considerata rispetto alla costruzione di nuove abitazioni che non dovrebbe andare a stravolgere l’attuale assetto urbano della città dell’Aquila e dei molti Comuni danneggiati (cosa che purtroppo si teme stia già avvenendo).

Sotto questo aspetto non si può non rilevare il ritardo con cui oggi si procede nella ricostruzione e riparazione dei centri storici, a fronte di una accelerazione dei lavori relativi a nuove costruzioni che non hanno alcun collegamento funzionale, storico e paesaggistico con l’assetto urbano dell’Aquila e che non lasciano prevedere un accettabile livello di socializzazione per coloro che vi abiteranno.

Occorre intensificare l’azione per quanto riguardo la zona franca, tenendo però anche conto di adottare misure per quei Comuni e quei Cittadini che pur trovandosi fuori dalla zona franca e dal cratere sono stati seriamente colpiti dal sisma.

Occorre infine sorvegliare sull’operato delle banche, per le quali opera la sospensione dei mutui nei confronti dei Cittadini, prevista dalla legge, affinchè si impedisca che vengano applicati interessi sui periodi di sospensione.

Da ultimo i richiami all’attenzione del Governo sulla necessità di sorvegliare sulla correttezza degli appalti e degli eventuali subappalti e delle ditte che lavorano alla ricostruzione, onde garantire la sicurezza dei Lavoratori ed assicurare la massima trasparenza, evitare possibili infiltrazioni di carattere malavitoso ed impedire che sul colossale movimento di denaro relativo alle attività in corso possano lucrare trafficanti e faccendieri di ogni tipo.

Occorre, infine, che vi sia chiarezza su chi, come e fino a quando dovrà sovrintendere alla ricostruzione, con particolare riferimento al superamento della fase emergenziale onde consentire agli amministratori locali, (Comuni, Provincie e Regioni), di riprendere la piena titolarità nelle decisioni relative all’entità, ai tempi ed alle modalità della delicata opera finalizzata al ritorno della normalità e che dovrà prevedere prioritariamente l’utilizzo delle professionalità, della forza lavoro, delle conoscenze e delle imprenditorialità locali.

Il Presidente del Gruppo P.d.C.I.
Antonio Saia
L’Aquila 14 ottobre 2009

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INTERPELLANZA urgente

Situazione Ospedale di Sulmona

Il sottoscritto Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani.



Avendo appreso

che il Tribunale dei Diritti del Malato di Sulmona raccogliendo la richiesta di aiuto inviata per lettere da circa 30 Malati oncologici i quali lamentano la preoccupante situazione del Reparto Oncologico ove vi sono solo 2 medici con contratto a tempo determinato, di cui uno in scadenza;

Rilevato

che tutto ciò si aggiunge ad altri gravi carenze di personale, strutture e mezzi dell’Ospedale di Sulmona, con interi padiglioni strutturalmente carenti e privi di adeguata manutenzione, apparecchiature vecchie e obsolete, personale scarso a seguito della mancata copertura dei posti vacanti (tra cui molti primariati!);

Considerato

che la cosa è ancora più grave se si considera che la Regione Abruzzo è l’unica in Italia a non aver creato nessun Hospice per i malati terminali di cancro, e non si sa quale fino abbiano fatto i fondi che oltre 10 anni fa lo Stato erogò all’Abruzzo per questo scopo (circa 9 miliardi di vecchie lire).



INTERPELLA

il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore regionale alla Sanità per chiedere:

quali interventi urgenti intendano assumere per far fronte al grave ed indifferibile problema denunciato riguardante il Reparto di Oncologia dell’Ospedale di Sulmona;
se e quando ritengano giunto il momento di procedere ad una riorganizzazione complessiva del suddetto Ospedale che, partendo dal suo risanamento ed adeguamento strutturale, ne avvii il rilancio anche attraverso il completamento delle attrezzature e la copertura di tutti i numerosi posti vacanti, tenendo conto della vasta area di utenza che ad esso afferisce.




L’Aquila, 14 ottobre 2009







IL CONSIGLIERE REGIONALE P.d.C.I.

Antonio Saia

martedì 21 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: SULLA RICOSTRUZIONE NON SI SCHERZA!

Sulla ricostruzione non si scherza! Le valutazioni liquidatorie sul lavoro della magistratura, chiamata a fare luce sulle responsabilità dei crolli di immobili che avrebbero dovuto resistere al sisma, sono inquietanti ed autorizzano allarmi e preoccupazioni sulle modalità della ricostruzione, sulla loro arbitrarietà.
Nuovi alloggi saranno necessari perché tutti i cittadini colpiti dal terremoto possano avere tetti sicuri e stabili in vista dell’inverno. Nuovi alloggi e nel numero che sarà sufficiente a dare risposte a tutti coloro che ne avranno bisogno. Sembra, invece, che già si sia aperta la corsa ad una gestione quanto meno preoccupante del dopo terremoto. Pare, infatti, che si voglia firmare già nei prossimi giorni un accordo con una ditta di Brescia per realizzare 5000 alloggi. Di per sé una notizia positiva, ma servono davvero 5000 nuovi alloggi?
E’ un interrogativo che si pone se si fa riferimento alla ricognizione tecnica sul grado di stabilità di tutti gli immobili della città de L’Aquila che si sta effettuando con accuratezza in questi giorni. Da un primo bilancio sembra che il 60% degli immobili possano essere resi agibili con interventi di modesta entità.
Il restante 40%, quasi tutto concentrato nel centro della città, ha bisogno di interventi più consistenti, la metà di questi immobili sono irrecuperabili e vanno abbattuti, l’altra metà potrà essere recuperata con imponenti interventi strutturali. Il quadro descritto consente una riflessione: se il 60% degli immobili può essere agevolmente recuperato, si può affermare che in breve tempo (entro l’estate?) quasi 60.000 sfollati potrebbero rientrare nelle loro abitazioni. In questo scenario, che, nella tragicità della situazione, consentirebbe qualche cauto ottimismo, si inserisce la notizia dei nuovi alloggi da costruire.
Hanno senso queste nuove realizzazioni nel numero previsto? Se si, si proceda pure, ma se si sovrappongono alle abitazioni recuperabli con interventi di modesta entità, questi nuovi insediamenti rischiano di dar vita ad uno sperpero di denaro pubblico che, soprattutto in questa drammatica fase, avrebbe il sapore di una atroce beffa, oltre che dell’avvio di un modo di gestire il dopo terremoto che questo Paese ha già conosciuto e per il quale ha subito ferite profonde almeno quanto quelle lasciate dal sisma.



Il Segretario nazionale
Oliviero Diliberto


Il Segretario regionale
Antonio Macera
Il capogruppo al Consiglio Regionale
Antonio Saia

sabato 18 aprile 2009

Abruzzo, Terremoto – Licandro: “Basta campagna elettorale sul dolore. Si passi ai fatti”

“E’ ora che Berlusconi passi dagli annunci ai fatti. L’estate è prossima. La situazione richiede interventi seri e certi. Non è il momento delle passerelle o degli annunci ad effetto. Come PdCI non abbiamo preso parte alla spettacolarizzazione del dolore messa in mostra da tanta, troppa, politica. E’ il momento di lavorare di gomito, rimboccarsi le maniche e dare un futuro alla popolazione colpita dal terremoto. Più sobrietà, insomma, e più serietà non guasterebbero. Basta campagna elettorale sul dolore!”. E’ quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria del PdCI.

mercoledì 15 aprile 2009

Terremoto, Palermi: "Inaudito che il premier insista su Ponte sullo Stretto"

"È inaudito che Berlusconi insista con il Ponte sullo Stretto dopo la tragedia dell'Abruzzo. Il territorio interessato allo Stretto e' fortemente sismico, basta ricordare quanto avvenuto a Messina. O Berlusconi e' un incosciente, oppure gli interessi, anche malavitosi, interessati alla costruzione del Ponte sono davvero potenti". È quanto afferma Manuela Palermi dell'ufficio politico del Pdci. "Per parte nostra, faremo il possibile e l'impossibile per fermarlo. Il Ponte sullo Stretto non verra' costruito perche' il senso comune della gente e' con noi", conclude la Palermi.

giovedì 9 aprile 2009

MOBILITAZIONE PER L'ABRUZZO

Ringraziamo tutti i compagni che hanno prontamente offerto la propria disponibilità per la brigata di solidarietà per le vittime del terribile sisma in Abruzzo. Alcuni compagni stanno gia operando sul posto curando vari aspetti logistici. Poichè non è possibile al momento raggiungere celermente l'area colpita dal terremoto è necessario attivare una catena di solidarietà attraverso l'invio di cibo, acqua, vestiario, tende ai punti di raccolta che il Partito ha predisposto:

CHIETI SCALO, presso la sede della Federazione del PdCI, in via Scaraviglia, n. 20. Ogni giorno dalle ore 17,00 alle ore 20,00. Per info: Valerio Di Ruscio cell.338.3343228, Dario Leone cell. 320.2727121

PESCARA, presso la sede della Federazione del PdCI, in via Marconi, n. 109. Ogni giorno dalle ore 18,00 alle ore 21,00. Per info: Silvana Palumbi cell. 335.8121927

TERAMO, presso la sede della Federazione del PdCI in corso De Michetti, 56°. Ogni giorno dalle ore 17,00 alle ore 20,00. Per info: Francesco Antonini cell. 347.2791175

GIULIANOVA (TE), presso la sede della sezione del PdCI, in via Gramsci, 38. Ogni giorno dalle ore 18,00 alle ore 21,00. Per info: Franco Caruso cell. 349.2161843.

A L'Aquila suona la campana

L'Aquila città deserta, colpita al cuore. La tragedia è stata, ora il silenzio. Le strette strade del capoluogo abruzzese sembrano vene dove non scorre più linfa, tutto è fermo. La vita è rappresentata dai veicoli e dalle forze d'emergenza, dai prodi volontari, dai cani soccorritori e dai giornalisti
Ma L'Aquila è atterrita. La quiete, si fa per dire, dopo la tempesta sismica. Ma la terra, in questo caso, è ancora in tempesta, minacciosa.Risalendo via XX settembre, uno degli ingressi del centro, basta alzare gli occhi verso quel che resta delle palazzine pericolanti per avvertire un tremore interiore, un senso d'angoscia direttamente proporzionale ai passi percorsi: più si cammina e più si scorge la distruzione. Sembrano venirti incontro dall'alto, le palazzine, ci si sente degli equilibristi sul filo della totale assenza di controllo. Una prevedibile imprevedibilità. Ci si aspetta qualcosa da un momento all'altro, un assestamento, un sussulto: è una strana vertigine. Non c'è riparo, a ben guardare, tra i vicoli del centro: se c'è da ballare si balla.Un vigile del fuoco penzola da un braccio meccanico di una ruspa e preleva pezzi dei palazzi adiacenti la Casa dello studente, piegata come una torre di Pisa qualunque. C'è concitazione, tra le telecamere e i coraggiosi caschi gialli e rossi. Qualche slargo è rasserenante per tutti, la protezione civile fornisce bottiglie d'acqua, il pomeriggio è rovente. Camminare e respirare significa polvere nella gola più che sulle scarpe. Girano rumors circa la previsione di una nuova forte scossa entro l'una. L'orologio fa le due e dieci però. Ma l'una di notte? Chissà. Non è vero ma ci credo. All'improvviso, con la devastata Prefettura dietro l'angolo, la campana di una chiesa tintinna, sembra un monito per la nostra coscienza di reporter, cioè per la nostra incoscienza. La piazza, per fortuna, è abbastanza grande, o così l'istinto di conservazione fa ritenere. La pattuglia della polizia fa segno di allontanarsi, la terra sta tremando di nuovo. La campana ha suonato, come una sirena, o forse è stata solo una suggestione, ma la terra s'è scossa per qualche altro secondo. Siamo in guerra con la terra, siamo soldatini umani, Davide contro Golia. E allora in pochi istanti Davide diventa anche Achille, “piè veloce”, il passo si allunga senza tregua per guadagnare l'uscita dal girone dei terremotati. Siamo noi il movimento sotto i cornicioni tremanti.La voce del terremoto è un rumore innaturale, è il dondolìo delle montagne intorno, ancora innevate nonostante il sole scottante. E' il fruscìo dei cavi elettrici, è il valzer dell'insegna di un improbabile “Bar Maceria”, il grido «eccolo!» della gente di Coppito, frazione di L'Aquila, dove in mattinata avevamo avuto il primo invito al ballo da madre natura. L'immagine del sisma abruzzese è la moltitudine di tende nei campi di accoglienza, sorte davvero come funghi, di ora in ora, di minuto in minuto. Alcuni, nel proprio terreno, hanno attrezzato una tendopoli “privata” e da lontano vegliano la propria casa, la sostengono con lo sguardo. L'immagine del dramma è l'“incubatrice da campo”, sotto il lenzuolo una bimba, che passa sotto gli occhi di tutti durante la definitiva evacuazione - lettighe incluse, dovessero servire... - dell'ospedale-scandalo di L'Aquila. «Ospedale da campo in fondo a destra», recita un cartello piazzato proprio all'ingresso del non-pronto soccorso. L'immagine dell'incubo è Onna, dove, scuola elementare a parte, non c'è scampo: tra le rovine di una casa spunta un tenace termosifone ancora governato dalla legge di gravità. Il bucato ancora fresco e svolazzante si affaccia dai resti di una finestra. Le automobili sono sotterrate, accartocciate come scatole di tonno: baby seggiolini e ombrelli tra i vetri sono i ricordi intatti di ciò che è stato e che - è l'augurio - tornerà ad essere per i cittadini abruzzesi, sfollati e trasferiti taluni altrove per le cure, che al momento hanno avuto solo il “conforto” dell'invito del premier a recarsi sulla costa armati di crema solare.
Gabriele Fasan
(8.4.09)

mercoledì 8 aprile 2009

Repliche in calo? Non è detto :le sequenze sono imprevedibili

Le crisi di Colfiorito (1997) e Friuli (1976) furono lunghe e caratterizzate da scosse successive comparabili con quella iniziale. In altri casi ci fu un'attenuazione

tratto da : http://www.corriere.it

ROMA - Che cosa riserverà il terremoto dell’Aquila prossimamente? Scosse sempre meno intense, oppure il rischio di qualche scuotimento altrettanto violento o addirittura più forte di quello principale? E quanto durerà la sequenza sismica, settimane o mesi? «Non c’è una legge matematica che descriva l’evoluzione di una sequenza sismica e qualunque affermazione sulle caratteristiche delle scosse future potrebbe essere contraddetta dai fatti -risponde il sismologo Antonio Piersanti, responsabile del gruppo di Geodinamica all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv)-. La statistica, basata sull’andamento delle sequenze sismiche osservate in tutto il mondo, indica che l’energia dei terremoti appartenenti a una sequenza dovrebbe essere calante. Ma in Italia, questa tendenza spesso non viene rispettata, come dimostrano i casi di precedenti crisi sismiche».

I PRECEDENTI - E, allora, ripercorriamo brevemente la storia di altre celebri sequenze sismiche, per renderci conto dell’imprevedibile comportamento delle scosse. Innanzitutto c’è da precisare che per «sequenza sismica» si intende un insieme di terremoti concentrato nello spazio e nel tempo. Nello spazio perché di solito gli epicentri si limitano a un’area di pochi km; nel tempo perché le varie scosse, piccolissime, piccole e grandi, si succedono a intervalli di minuti e possono andare avanti per mesi.

-S. Giuliano di Puglia. Andando a ritroso nel tempo, la sequenza sismica più importante, prima di questa aquilana, fu quella di San Giuliano di Puglia, nel 2003, tristemente famosa per la morte di 27 bambini e della loro maestra. «Si trattò di una sequenza standard, nella quale, dopo la scossa principale da 5,4 Richter ci fu un calo progressivo dell’intensità», ricorda Piersanti.

- Colfiorito (Umbria). Fu anche una sequenza relativamente breve, che si concluse nel giro di sei mesi. Del tutto diversa, e caratterizzata da guizzi inattesi, la sequenza di Colfiorito (Umbia-Marche) del 1997. Il fenomeno si protrasse per ben un anno. La scossa principale fu molto sostenuta: 5,8 Richter. Ad appena un giorno di distanza, dopo che alcuni avevano azzardato una previsione calante, arrivò una mazzata da 6 Richter, che corrisponde a un terremoto di intensità doppia rispetto al precedente. La sequenza di Colfiorito dimostrò anche una poderosa tenuta nel tempo: scosse importanti, da 5 e più Richter, si ripeterono a più riprese, per sei mesi dopo l’inizio e, nel frattempo, si registrò anche un complesso fenomeno di migrazione degli epicentri lungo faglie contigue che si attivano, come è stato poi ricostruito, per la sollecitazione di fluidi sotterranei in movimento.

- Irpinia. Il terremoto dell’Irpinia 1980 rappresenta un altro esempio di sequenza lunga, oltre sei mesi, con un inizio disastroso, da 6,8 Richter e con frequenti repliche forti, ma tutte in calo rispetto alla principale.

-Friuli. Il primato della sequenza più anomala spetta, forse, al terremoto del Friuli del 1976, che iniziò con una scossa da 6,5 Richter e andò avanti con grappoli di terremoti di intensità calante. Ben sei mesi dopo, quando tutti si aspettavano che il fenomeno fosse ormai esaurito, arrivò, è il caso di dire a tradimento, una scossa comparabile a quella iniziale.

L'INSEGNAMENTO - «Questi precedenti insegnano che in Italia le sequenze sismiche spesso contraddicono la tendenza a una successione di terremoti progressivamente meno intensi, e che azzardare previsioni sulla durata e sull’intensità dei fenomeni attesi nelle prossime settimane all’Aquila e dintorni non avrebbe molto senso», conclude Piersanti.


Franco Foresta Martin

LUTTO NAZIONALE


SOLIDARIETA' A TUTTI GLI AQUILANI, A COLORO I QUALI HANNO PERSO LA CASA, UN AMICO, UN PARENTE, UN FRATELLO, UN GENITORE, UN FIGLIO.

PER QUESTO ANCHE NOI DA ABRUZZESI SIAMO IN LUTTO.

DECIDIAMO DI NON AGGIORNARE DI NEWS POLITICHE IL BLOG FINO A QUANDO NON VI SARA' UNA SITUAZIONE PIU' TRANQUILLA.

PUBBLICHEREMO SOLO NOTIZIE RELATIVE ALLA CONDIZIONE DELLA GENTE E DELLA RETE DI VIABILITA'.RITENIAMO DOVEROSO METTER DA PARTE LA LOTTA POLITICA IN QUESTO MOMENTO DIFFICILE.



I compagni del PdCI ROSETO

lunedì 6 aprile 2009

EMERGENZA TERREMOTO: NUMERI E LINK (DIFFONDETE IL PIU' POSSIBILE)

Per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it
Per volontari da tutta Italia: telefonare alla protezione civile nazionale 06.68201
Per volontari da Pescara: telefonare al Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara 085.2057627
Per donare il sangue in Abruzzo: rivolgersi presso gli ospedali, per Pescara: Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO “Spirito Santo” via Fonte Romana 8 – tel. 085.4252687
Per donare il sangue dal tutta Italia: rivolgersi presso le strutture dell’Avis più vicine: http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1545
Per fare donazioni: Raccolta fondi Croce Rossa Italiana: Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso BNL - roma, intestato a CRI, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale: pro terremoto Abruzzo; Conto corrente postale n. 300004 intestato a CRI causale: pro terremoto Abruzzo;Versamenti on line sul sito: www.cri.it/donazioni.html
Per enti locali e associazioni di volontariato, comitati, gruppi organizzati: è possibile attivarsi da subito con i corpi locali di protezione civile, con la associazioni prendendo contatti con i coordinamenti regionali, c’è bisogno di medici, tende, coperte, cibo e supporto logistico.
Per informarsi: Dipartimento della Protezione Civile 06.68201



INFORMAZIONI UTILI

Terremoto in Abruzzo: ecco l'elenco delle strade chiuse

ROMA - Il terremoto ha causato danni alla viabilità abruzzese, alcune strade sono bloccate, altre sono state chiuse a titolo precauzionale. La Protezione civile consiglia di mettersi in viaggio solo per motivi di reale necessità, anche per non intralciare i soccorsi. Ecco il riepilogo della viabilità nell'area colpita dal terremoto.
Autostrade: chiuse A24 e A25Chiuse per verifiche tecniche le autostrade Roma-l'Aquila- Teramo e Roma -Pescara.
In particolare l'A24 Roma-L'Aquila, nel tratto compreso tra Tornimparte e Assergi, in entrambe le direzioni, e l'A25 Roma-Pescara, tra Sulmona e Bussi-Popoli, in direzione di Pescara, a seguito del sisma per verificare la stabilità di alcuni viadotti.
Per agevolare i soccorsi è stato istituito il divieto di transito per i mezzi con massa complessiva superiore alle 7,5 tonnellate su tutta l'A24 e l'A25. In particolare, sull'A25 in direzione dell'A24, il divieto è esteso anche ai veicoli superiori alle 3,5 tonnellate nel tratto Bussi Popoli-Sulmona.Le due arterie sono percorribili per i soccorsi e il gruppo Autostrade per l'Italia sta supportando gli interventi della protezione civile. Per chi dovesse mettersi in viaggio si consiglia di utilizzare l'A1 Milano-Napoli per poi proseguire sull'A16 Napoli-Canosa ed infine immettersi sull'A14 Bologna-Taranto.
Nessun problema viene segnalato per la A14. Per agevolare i soccorsi, Autostrade per l'Italia invita a non mettersi in viaggio sull'A24 in direzione dell'Aquila e di lasciare le Aree di Servizio Colle Tasso sud, Civita sud e Valle Aterno est e l'area di Parcheggio Roviano sud a disposizione della Protezione Civile per l'accumulo dei mezzi di soccorso.
Il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli ha dichiarato che le autostrade A24 e A25 saranno riaperte entro domani, forse già nelle prime ore della mattina. Matteoli ha poi detto che si prevedono, invece, tempi più lunghi per la riapertura delle statali 696 e 80, chiuse per una serie di smottamenti causati dal terremoto.

Strade statali e provincialiSerie lesioni strutturali si registrano sulla rete stradale Anas abruzzese. La stessa sede del compartimento Anas per l'Abruzzo ha subito danni gravi ed è attualmente inagibile. A causa del sisma macerie e detriti si sono riversati su diversi tratti della statale 80 "del Gran Sasso" e della statale 696 del Parco regionale Sirente e Velino (tratto: svincolo di Tornimparte dell' A24 - La Crocetta - Rotonda di Campo Felice; 2° Tratto: SC della Brecciara - Rocca di Cambio - Rocca di Mezzo – Ovindoli), ma grazie al tempestivo intervento di uomini e mezzi di Anas, protezione civile e vigili del fuoco è tutt'ora garantita la pecorribilità.
Il terremoto ha causato gravi lesioni strutturali sulla strada statale n. 5 Tiburtina Valeria, dove il traffico è stato temporaneamente interdetto nei pressi dei comuni di Raiano e Corfinio (dove è presente un lungo viadotto) e nel tratto montano dei comuni di Molina e Goriano (L'Aquila).
Tecnici anas sono al lavoro per valutare l'entità dei danni e pianificare interventi di ripristino.Il traffico è deviato sulla strada provinciale nr 9. Anas invita a non mettersi in viaggio nelle strade limitrofe al comune de l'Aquila, se non in caso di necessità, per favorire l'intervento dei soccorritori e il transito delle colonne mobili della protezione civile che sono in arrivo da tutto il paese. Nessuna notizia circa la statale 17 dell'Appennino abruzzese, che da Antrodoco taglia l'altipiano di Navelli verso Sulmona.
Gli appelli"Non intasare le strade che saranno da questo momento sede di carovane di soccorsi è un appello che va tenuto in particolare considerazione al quale sento di associarmi". Lo ha detto a SkyTg24 il capo della Polizia, Antonio Manganelli.
Autostrade per l'Italia invita quanti sono in viaggio, a mantenersi aggiornati sulle condizioni di viabilità, rimanendo sintonizzati su Isoradio, oppure chiamando il Centro Infoviabilità, al numero 840 04 2121; notizie aggiornate sono disponibili anche sul sito internet

RINVIARE LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Il terremoto che ha colpito L’Aquila, i comuni vicini e l’intero Abruzzo sta assumendo dimensioni catastrofiche, al momento ancora incalcolabili. I Comunisti Italiani d’Abruzzo manifestano una piena, totale solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti dal sisma: alle famiglie delle vittime, ai feriti, alle decine di migliaia di sfollati. Di fronte a questa tragedia è necessaria la massima coesione sociale e istituzionale. E’ necessario che il Paese si stringa unito attorno ai cittadini colpiti. La politica sappia trovare per intero il senso della coesione e della responsabilità collettiva. Per dare senso e pienezza alla necessità dell’unità del Paese, riteniamo che l’urgenza delle risposte da dare alle popolazioni colpite faccia passare in secondo piano la competizione elettorale che si annuncia per il rinnovo del Consiglio provinciale de L’Aquila e di numerosi comuni dell’aquilano. Per questo avanziamo la proposta di non celebrare le elezioni amministrative, di rinviarle al primo appuntamento elettorale utile, e di concentrare tutte le energie sociali, politiche ed istituzionali nella risposta all’emergenza e nell’opera successiva di ricostruzione. Di destinare, inoltre, le risorse previste per la celebrazione delle elezioni alla ricostruzione.
Il Segretario regionale
Antonio Macera

Comunicato stampa del consigliere Antonio Saia in merito al terremoto che ha colpito l’Abruzzo

Il grave momento che sta attraversando la nostra Regione a seguito delle scosse di terremoto che ne hanno devastato una larga parte di territorio, arrecando distruzioni e lutti a molti nostri corregionali, pongono a tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione l’obbligo morale di accantonare in questa fase ogni velleità polemica per mettersi a disposizione del Popolo Abruzzese e dei Cittadini colpiti in questo grave momento.
Sentiamo forte il dovere di dare la piena nostra solidarietà alle Famiglie delle Vittime ed a tutta la Popolazione delle aree interessate dal Sisma, che stanno vivendo questi drammatici momenti di sofferenza.
Nel dare la piena disponibilità’ del gruppo del P.D.C.I. a collaborare in tutte le forme che si riterranno utili ed opportune, ho auspicato, comunicandolo al Presidente del Consiglio Nazario Pagano, prontamente intervenuto sul luogo del disastro, di intervenire nelle forme e con i mezzi a Sua disposizione, per rappresentare al Governo del Paese ed alla Giunta Regionale, l’esigenza di fornire con tempestività ogni assistenza necessaria ai nostri Concittadini colpiti dal disastro.
Un primo segnale dovrebbe anche essere quello di chiedere al Commissario nominato dal Governo nazionale par risanare i debiti della sanità’, dott. Redigolo, di revocare subito tutti i provvedimenti di "taglio" sin qui adottati, a partire dal divieto di stabilizzazione dei numerosi precari delle A.S.L. e dal decreto che ha inasprito i ticket sanitari sui farmaci, ferma restando invece l’esigenza di procedere sulla strada del risanamento attraverso misure di razionalizzazione e moralizzazione delle attività’ sanitarie dei settori pubblico e privato.
Occorre altresì rappresentare al Governo Nazionale la grave situazione che caratterizza il nostro territorio ed i centri storici di molti comuni ove le costruzioni si sono rivelate da tempo fatiscenti ed inadeguate a resistere agli eventi sismici che frequentemente interessano la nostra regione e che in passato ne hanno luttuosamente più volte segnato la storia.
Gli Abruzzesi attendono ancora che venga completata l’opera di riparazione dei danni degli eventi sismici del 7 e 11 maggio 1984 e già si trovano a dover affrontare una nuova emergenza: il progetto di legge nazionale in discussione in questi giorni, noto come "Piano casa" , anziché favorire nuovi ampliamenti e possibili speculazioni che potrebbero danneggiare ulteriormente l’ambiente e l’assetto urbanistico, dovrebbe innanzitutto rappresentare l’occasione per fare interventi atti a salvaguardare la sicurezza degli edifici attraverso la loro ristrutturazione con moderni criteri antisismici.


Il Presidente del Gruppo P.d.C.I.
Antonio Saia

L’Aquila 6 aprile 2009