mercoledì 30 luglio 2014

LA NOSTRA CONVINTA ADESIONE ALLA FIACCOLATA PER LA PALESTINA



PER LA PALESTINA, PER LA PACE MONDIALE E DURATURA





Al rombo ancora vivo delle bombe di ieri, gettate sull'Iraq e l'Afghanistan, si aggiungono la destabilizzazione sanguinaria della Siria e dell'Ucraina e la crescente militarizzazione di stati europei come la Polonia e del continente africano. Diverse realtà ma un solo responsabile: l'imperialismo statunitense, residente a Wall Street e manovratore della Nato, desideroso di conservare la propria supremazia, economica e politica, su tutto il globo, a dispetto degli "avversari" Russia e Cina. Non a caso, tutti i conflitti e le destabilizzazioni attualmente in atto, avvengono in zone nevralgiche e strutturali per l'estrazione e la lavorazione delle materie prime: il solito ritornello che si ripete da diversi secoli a questa parte.
Funzionale a questo disegno è il preoccupante ritorno in auge delle destre radicali, come è accaduto in Ucraina, nelle ultime elezioni europee e in importanti paesi europei come la Francia.
L'ennesima offensiva da parte del governo sionista israeliano ai danni del popolo palestinese, dunque, non è casualità, ma trova il suo posto peculiare nel vasto scenario di riassetto internazionale tra i vari gruppi imperialistici.
Le storiche e solide relazioni tra lo stato d'Israele e settori nevralgici degli Stati Uniti non fanno che confermare questo dato. 
Esemplari sono le posizioni assunte da vari governi dell'America Latina (Brasile, Cile, Ecuador, Venezuela) nei confronti della politica di sterminio del governo nazionalista di Netanyahu. Per questa ed altre ragioni, tali governi vanno decisamente sostenuti e appoggiati, assieme alla Cina che, impegnata dal punto di vista umanitario verso il popolo palestinese, gioca un ruolo decisivo per lo sviluppo e la conservazione della pace mondiale.
A partire dalla concreta realtà, siamo convinti che soltanto una forte, partecipata e cosciente mobilitazione popolare, opportunamente legata alle parti più propositive delle istituzioni democratiche, possa arginare le guerre in atto e scongiurare quelle potenziali.
Dunque apprezziamo e sostieniamo ogni occasione di concreta unità tra le forze comuniste, antifasciste, costituzionali e pacifiste: solo se si è uniti si può sconfiggere la guerra e chi la fomenta.



Sulla base di queste convinzioni, aderiamo alla fiaccolata per la Palestina che si terrà a Teramo il prossimo giovedì 31 luglio alle ore 20:30. 

EVENTO FB : https://www.facebook.com/events/810172139027472/?fref=ts

martedì 17 giugno 2014

ROLLI: NON UN SOLO EURO IN MENO!


(PER SEGUIRE GLI ULTIMI SVILUPPI DELLA VERTENZA ROLLI, VAI ALLA PAGINA FB https://www.facebook.com/montirolli?fref=ts)

Chiusura delle fabbriche, cassaintegrazione, mobilità sempre più crescenti, precarizzazione del lavoro, abbassamento dei salari e conseguente calo del potere d'acquisto delle famiglie: sono questi gli elementi che caratterizzano e connotano la situazione economica e sociale della nostra provincia, della nostra regione e dell’intero paese.
Tali condizioni imposte dal monopolismo finanziario dalla grande distribuzione alle filiere della produzione agricola e industriale finiscono per essere scaricate sui lavoratori e le masse popolari.
Il caso di Industrie Rolli Alimentari, scoppiato a Roseto degli Abruzzi appena dopo l'ultima tornata elettorale, non solo è emblematico, ma è il riflesso sulla realtà territoriale della dura situazione nazionale e sovranazionale.
La direzione dell'azienda, infatti, ha avanzato la proposta di effettuare un passaggio del contratto di categoria dal settore industriale, com'è attualmente, a quello agricolo: ciò determinerà un drastico abbassamento dei salari (oltre il 30% in meno) e ulteriore perdita del potere d'acquisto, ma anche la cancellazione di tutele normative e diritti contributivi che tale contratto prevedeva. A tutto ciò si somma il rischio di un aumento della precarizzazione del lavoro, soprattutto per gli stagionali, che costituirebbe un ulteriore fattore di allarme da non sottovalutare.
L'unica ragione che scatena questa mossa dei padroni è la volontà di aumentare sempre più i loro profitti a danno di tutti i lavoratori che, con la loro forza e competenza, permettono ad una delle più grandi industrie della provincia di Teramo di funzionare.
Preoccupante è l’assordante silenzio dell'amministrazione comunale, manifestatasi ancora una volta incapace e inadeguata: incapace perché non in grado di assicurare la dovuta attenzione alle tematiche sociali. Inadeguata perché non comprende che l’intervento aziendale comporterà una pesante diminuzione del potere d’acquisto dei lavoratori e delle loro famiglie con un abbassamento della loro qualità della vita con effetti e conseguenze anche sulla cittadina medesima. I lavoratori, unendosi a tutti i livelli, con il sostegno dei sindacati, delle masse popolari, delle istituzioni, di tutte le forze politiche democratiche, e sviluppando una portata della lotta di dimensioni ben più ampie del semplice localismo, hanno le capacità per opporsi a questo disegno restauratore, soprattutto sconfiggere i tentativi di divisione che al loro interno si imbastiranno per disinnescare la vertenza.
Per queste ragioni, il Partito dei Comunisti Italiani non solo appoggia i lavoratori tutti, ma propone la costituzione immediata di un COMITATO UNITARIO DI LOTTA che unisca in modo organizzato i lavoratori, le rappresentanze sindacali, i cittadini e le parti attive delle istituzioni territoriali e nazionali. Una forte mobilitazione per sostenere lo sviluppo produttivo di Industrie Rolli Alimentari e rilanciare l'occupazione.

Roseto degli Abruzzi, 5 giugno 2014

Partito dei Comunisti Italiani                                                   
Sezione di Roseto degli Abruzzi
Federazione Provinciale Teramo

FGCI Abruzzo

mercoledì 25 settembre 2013

INTERROGAZIONI DEI CONSIGLIERI REGIONALI SAIA (PDCI) E ACERBO (PRC) SU LAVORO E SANITA'

INTERROGAZIONE
(Mancata erogazione stipendi lavoratori Cerella) 

I sottoscritti Maurizio Acerbo Consigliere regionale di Rifondazione Comunista e Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani.
  
Premesso che
la società Cerella di Vasto (Gruppo ARPA) ha comunicato ufficialmente ai sindacati regionali, convocati d'urgenza a Vasto lo scorso 11 settembre, l'impossibilità ad erogare nei tempi previsti, agli oltre 60 lavoratori della società di trasporto, gli stipendi di agosto;

Rilevato che
l'Azienda senza mezzi termini e con estrema trasparenza fornisce la propria versione sulla situazione finanziaria della società, associando numeri e riferimenti;
l'impossibilità a corrispondere puntualmente le retribuzioni, è direttamente collegata alla mancata corresponsione, nei tempi previsti, dei contributi per Ccnl (oltre 400 mila euro) da parte della Regione Abruzzo;
tale somma è importante perché in grado di assicurare la copertura di almeno un paio di mensilità, ma, evidentemente, costituirebbe solo un palliativo e più realisticamente sposterebbe semplicemente il problema di qualche giorno;

Constatato che
la società Cerella afferma che la mancanza di liquidità è dovuta ad ulteriori crediti vantati nei confronti della Regione Abruzzo;
infatti mancherebbero all'appello ancora 2 milioni. Almeno 1.200.000 euro per i famosi saldi 2003/2012 e circa 900.000 euro per i contributi di esercizio relativi al terzo quadrimestre;
  
INTERROGANO
 L’Assessore regionale ai trasporti per sapere:
 se le cose riportate in premessa corrispondono al vero;
  1. quali provvedimenti intende adottare.
               
                                                                                                     
                                                                       Il consigliere di Rifondazione Comunista
                                                                                           Maurizio Acerbo
                                                                             Il consigliere dei Comunisti Italiani
                                                                                              Antonio Saia


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INTERROGAZIONE
MANCANZA DEL 4° MEDICO DI MEDICINA PRIMARIA NELL’AMBITO TERRITORIALE PESCASSEROLI, OPI, VILLETTA BARREA, CIVITELLA ALFEDENA E BARREA IN PROVINCIA DE L’AQUILA)


I sottoscritti Maurizio Acerbo Consigliere regionale di Rifondazione Comunista e Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani.


Premesso che
dal 1° marzo 2012 circa mille residenti dei comuni di Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea, nell’Alta Valle del Sangro sono senza il medico di base;
i paesi in questione sono composti, maggiormente, da persone anziane, sono ubicati tra le montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo e distano oltre mezz’ora in auto dal vicino Ospedale di Castel di Sangro, con molte difficoltà per raggiungerlo nei mesi invernali;

Rilevato che
nel mese di febbraio 2012 è stata sottoscritta, da oltre 500 cittadini dei vari paesi, una petizione popolare indirizzata al Presidente Chiodi per la nomina di un ”sostituto temporaneo” del medico che ha svolto il servizio fino al 29.02.2012 negli ambulatori di Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea;
i cittadini dei paesi interessati, non potendo aspettare i tempi per la nuova nomina del medico, si sono costituiti in  COMITATO INTERCOMUNALE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE;

Preso atto che
la  richiesta DEI CITTADINI DELL’ALTA VALLE DEL SANGRO era una e semplice deroga, da parte del Presidente della Regione, alle normative regionali con la nomina immediata del medico quale sostituto temporaneo in attesa del completamento delle procedure amministrative;
inoltre, è stata richiesta, espressamente, la nomina di un medico di medicina primaria quale sostituto provvisorio e la dichiarazione di “zona carente” per l'assistenza primaria dell'ambito territoriale  di Barrea - Villetta Barrea - Civitella Alfedena - Opi e Pescasseroli;

Constatato che
il 27 marzo 2012, il Direttore Generale della ASL n. 1 Avezzano - Sulmona - L'Aquila con delibera n. 485 ha disposto di dichiarare carente  per l'assistenza primaria l'ambito territoriale  di Barrea - Villetta Barrea -Civitella Alfedena - Opi e Pescasseroli e di richiedere  alla Regione Abruzzo la pubblicazione sul B.U.R.A.  della zona carente sopra specificato;
dopo vari solleciti e vari comunicati stampa, solo il 1° giugno 2012 viene pubblicato sul BURA n. 41 “speciale sanità” l’avviso ai medici interessati per l’ambito territoriale di Villetta Barrea, Barrea, Civitella Alfedena, Opi e Pescasseroli, classificato tra le “zone carenti di assistenza primaria”;
dopo vari solleciti ed incontri con i responsabili del Distretto Sanitario di Sulmona, pubbliche assemblee e comunicati stampa, il 20 agosto 2012 con delibera n. 1379 sono  state pubblicate dalla ASL le graduatorie per la nomina del 4° medico per l’assistenza primaria nell’ Ambitio Territoriale di Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea;

Considerato che
dopo oltre cinque mesi senza il 4° medico per l’assistenza primaria, tocca alla Regione Abruzzo procedere alla nomina definitiva dello stesso per l’assistenza primaria dell’Ambitio Territoriale in oggetto;
le graduatorie sono due,  una per i medici in possesso di titoli di formazione specifica in medicina generale ed una per quelli in possesso di titolo equipollente;
dopo lunga procedura, dopo oltre 5 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie, è stata nominata la dott.ssa MARIA GRAZIA SCIASCIA, quale 4° medico di base dell’Ambito Territoriale di Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea;
la Asl ha comunicato, alla Dott.ssa scelta, la nomina solo il 15 marzo 2013, dopo ben 45 giorni dalla sua nomina;
dal 15 marzo 2013, la dott.ssa nominata, ha avuto 90 giorni per accettare tale nomina;

Preso atto che
il 26 maggio 2013, dopo petizioni, assemble, comunicati stampa, lettere alla ASL ed alla Regione,  in una pubblica assemblea molto partecipata, i cittadini hanno deciso di recarsi con una consistente delegazione alla direzione Generale della ASL a L’Aquila per avere risposte dagli amministratori sanitari;
in particolare, i partecipanti all’assemblea hanno sottolineato la mancanza di sensibilità da parte delle istituzioni (ASL e Regione Abruzzo),  che hanno rispettato le norme vigenti che garantiscono la  categoria dei medici e non i cittadini e che  non hanno dimostrato di avere  a cuore il destino di una popolazione in maggior parte costituita da anziani e bambini  residenti in paesi di montagna,  che da  15 mesi è senza il suo medico di medicina primaria;
il  15 giugno scadeva il termine entro il quale la nominata Dott.ssa Sciascia di Monteodorisio (CH) dovrebbe prendere servizio ed aprire il suo ambulatorio a Villetta Barrea e Barrea, cosa che non è avvenuta;

Rilevato che
i cittadini di Villetta Barrea e di Barrea sono ancora senza medico e non ce la fanno più a sopportare questa situazione;
nel frattempo si sono succeduti molti incontri pubblici, con i vertici aziendali della ASL e con gli organi di informazione;
per il  24 giugno era stata convocata a Pescara la riunione del Comitato di Medicina Generale con la partecipazione della Regione e delle ASL de L’Aquila, Teramo, Chieti e Pescara e con le rappresentanze sindacali dei medici, con la proposta di scorrere le graduatorie e non dichiarare di nuovo la “zona carente”;
è stato chiesto che il medico nominato potesse dare una risposta celere di accettazione o meno della nomina e procedere subito all’apertura dell’ambulatorio medico a Villetta Barrea e Barrea;

Considerato che
il Comitato per il diritto alla salute di Villetta Barrea e Barrea ha fatto alcune proposte per migliorare l’assistenza sanitaria sul territorio, come la creazione di un “osservatorio permanente” in collaborazione con la Asl e le amministrazioni locali sul servizio sanitario pubblico nei paesiinteressati e la sperimentazione della “ricetta elettronica” per i malati cronici, per abbattere i tempi di attesa e sgravare gli ambulatori medici di presenze inutili, proposte a cui hanno prestato attenzione i dirigenti della ASL;
i cittadini hanno denunciato le disfunzioni che quotidianamente la popolazione sopporta ed i dirigenti della ASL ne hanno presa nota;
gli stessi hanno aspettato il 24 giugno con serenità e fiducia ed hanno ringraziato i dirigenti della ASL per l’impegno mantenuto e per l’attenzione avuta verso i paesi in questione;

Constatato che
il 24 giugno si è svolta a Pescara la riunione prevista del Comitato di Medicina Generale con la partecipazione della Regione e delle ASL de L’Aquila, Teramo, Chieti e Pescara e con le rappresentanze sindacali dei medici, con all’ordine del giorno la proposta di scorrere le graduatorie e non dichiarare di nuovo la “zona carente” per  l'assistenza primaria nell'ambito territoriale  di Barrea - Villetta Barrea - Civitella Alfedena - Opi e Pescasseroli;
LA PROPOSTA PER LO SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE PROPOSTA DALLA ASL DE L’AQUILA E DALLA REGIONE ABRUZZO NON E’ PASSATA PER IL VOTO CONTRARIO DELLE ASL DI TERAMO, CHIETI E PESCARA E DEI RAPPRESENTANTI DEI MEDICI;
il 28 giugno è stata inviata al Presidente Chiodi ed alla Direzione  Regionale per le politiche della sanità Servizio di assistenza sanitaria di base e specialistica, una lettera in cui si invitava a procedere allo scorrimento delle graduatorie ed alla nuova nomina di un medico in graduatioria che sia disponibile da subito a prendere servizio;
in questi giorni la ASL de L’Aquila, sta attivando di nuovo la procedura di “zona carente” per il nostro oramai ex ambito territoriale, in quanto dal 10 maggio 2013, c’è il nuovo ambito territoriale di scelta, ovvero la possibilità di scelta di un medico di medicina primaria iscritto nel nuovo Ambito Territoriale denominato “area peligno-sangrina” e vista la precedente procedura, si dovrà attendere un altro anno, settembre - ottobre 2014;




INTERROGANO

Il Presidente della Giunta Regionale commissario ad acta per sapere:
  1. se è a conoscenza delle cose enunciate in premessa;
  2. quali provvedimenti intende adottare.
               


                                                                       Il consigliere di Rifondazione Comunista
                                                                                           Maurizio Acerbo


                                                                            Il consigliere dei Comunisti Italiani
                                                                                              Antonio Saia


L’Aquila, 25 settembre 2013

giovedì 5 settembre 2013

NO ALLA GUERRA CONTRO LA SIRIA




L’aggressione imperialista alla Siria del Presidente Assad è voluta dai grandi monopolisti di Wall Street, che impongono le proprie  decisioni al complesso Pentagono, Cia, Nato, a loro asservito.
Un’aggressione che arriva dopo che per due anni l’imperialismo Usa, in alleanza/competizione con i suoi alleati europei, Sauditi e Qatarioti, ha fomentato una ribellione funzionale ai suoi interessi economico-strategici, finanziando e armando la cosiddetta Opposizione siriana, che altro non è che un’accozzaglia di mercenari che si stanno macchiando di crimini di ogni genere.
Gli Stati Uniti hanno incoraggiato e consentito alle forze sovversive, col beneplacito dell’informazione connivente e a loro asservita, ogni genere di crimine.
Oggi essi pretendono, attraverso accuse strumentali e indimostrabili, di scatenare una nuova guerra, nel tentativo di rovesciare un popolo e governo colpevoli di non piegarsi ai voleri dell’Impero.
A tale riguardo occorre ricordare che non più tardi del maggio scorso Carla del Ponte, il magistrato svizzero ex procuratore del Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia dal 1999 al 2007, affermava che le “Nazioni Unite hanno le prove che - finora - ad utilizzare "armi chimiche", a partire dal letale "gas sarin", in Siria sono stati gli insorti e non gli uomini fedeli al regime di Bashar al Assad.
Ad oltrepassare quindi il limite invalicabile (la "red line") di cui ha parlato piu' volte Barack Obama sarebbero state le forze dell'opposizione.
Il Partito dei Comunisti Italiani della Federazione provinciale di Teramo, denuncia il carattere imperialista e guerrafondaio della strategia monopolista  in corso, e rileva come, di fronte alle minacce, la ferma denuncia delle masse lavoratrici e delle forze progressiste di tutto il mondo, unitariamente al saldo atteggiamento di Cina, Russia e dei paesi latino americani e da ultimo l’Egitto, ha aperto crepe e contraddizioni nel già diviso fronte imperialista, e persino all’interno degli stessi sovversivi, che ammettono loro stessi di ricorrere all’uso dei gas nervini (come affermato dalla stessa Del Ponte), fornitigli proprio da coloro che oggi invocano l’intervento “umanitario”. Il voto contrario del parlamento inglese, la titubanza di quello francese di fronte all’interventismo presidenzialista di Hollande, e l’impegno del Ministro degli Esteri italiano Bonino, sono elementi da rimarcare e cogliere positivamente.
Il Pdci di Teramo invita alla più ampia mobilitazione unitaria di lavoratori, rappresentati istituzionali, politici, sindacali e culturali, e di tutti coloro che si riconoscono nei valori della pace e del progresso .
Occorre fermare definitivamente i criminali disegni di guerra e distruzione che un pugno di monopolisti senza morale né prospettiva storica vorrebbe imporre a tutta l’umanità, per proseguire sulla via tracciata dalla nostra Costituzione antifascista.


Teramo, 03 settembre 2013                                      

Partito dei Comunisti Italiani                                                                                                                                                                         Federazione di Teramo  

lunedì 22 luglio 2013

Cesare Procaccini, nuovo segretario nazionale del Pdci

Il Partito dei Comunisti italiani ha un nuovo segretario, Cesare Procaccini, marchigiano, operaio metalmeccanico. Cesare Procaccini è stato nominato a larghissima maggioranza dal Comitato centrale eletto poco prima dal settimo congresso del Pdci.
Il nuovo segretario è fra i fondatori del Pdci e ha ricoperto per due legislature l'incarico di consigliere nella Regione Marche, inoltre e per 10 anni è stato segretario regionale del Pdci delle Marche.
Il VII congresso del Pdci, che ha approvato il documento politico con circa i 3/4 dei voti, ha salutato e ringraziato il segretario uscente, Oliviero Diliberto con una lunghissimo e commosso applauso.

DILIBERTO: Sinistra non ti resta che unirti


tratto da : www.pdci.it

«Sono stati anni difficili per tutti, a sinistra. Tutta la sinistra ha subìto sconfitte. Certo, noi comunisti in particolare: negli ultimi 5 anni siamo andati insieme alle elezioni, in modi diversi, dall’Arcobaleno del 2008 alle europee del 2009, al 2013 con la Rivoluzione civile. Tutte sconfitte, ma che dovrebbe interrogare tutti. Io su di me applico il principio di responsabilità. Mi assumo tutto, lascio. Ma non vado a casa. Resto nel mio partito, nella postazione che il partito deciderà di darmi». Dopo 13 anni Oliviero Diliberto, 56 anni, cagliaritano, fondatore del Prc e poi del Pdci, dopo la scissione del ’98, lascia la segreteria del partito dei comunisti italiani. Lo farà nel corso del congresso, dal 19 al 21 luglio a Chianciano Terme. Dove, oltre ad un nuovo segretario, il Pdci lancerà il suo nuovo corso, a iniziare da un’iniziativa contro il presidenzialismo a settembre.

C’è davvero un futuro per comunisti? Fra le sconfitte c’è anche non potersi presentare con il proprio nome, come succede in Francia, in Grecia, in Germania?In Portogallo, sebbene in coalizione, i comunisti sono andati bene. Il punto non è questo.

Qual è? Cosa avete sbagliato?Molte cose. Primo: in Rivoluzione civile c’erano elettorati non sommabili, come il nostro con quello dell’Idv. Hanno una vocazione diversa. Secondo: era una battaglia giusta, tutta impostata sui temi della legalità, ma parlava alle avanguardie; non è arrivata a chi è colpito dal morso della crisi. Terzo: la lista è stata un’operazione verticistica. Quarto, abbiamo pagato il mantra del voto utile; ma questa almeno non è nostra colpa.

Prima di scegliere la lista di Ingroia puntavate all’alleanza con il Pd. Ci punterete ancora?Il centrosinistra come l’abbiamo conosciuto in passato non c’è più. Il Pd ha scelto di fare il governo con Berlusconi, dopo averlo definito per vent’anni un pericolo per la democrazia. Vedremo cosa succederà al congresso del Pd. Ma escluderei una loro svolta a sinistra. Eppure la chiedono tutti, nel Pd. Persino Renzi, il candidato più ‘centrista’, è contro le larghe intese. Oggi il Pd è collocato sulla linea più conservatrice della sua storia. Renzi è nemico delle larghe intese, ma per interessi personali. Noi manteniamo la nostra storica vocazione unitaria, ma con chi sta a sinistra. Vedremo cosa farà Sel. Comunque ripartiremo dai contenuti. Nessuna scelta ‘a prescindere’. Alle politiche abbiamo cercato con tenacia l’alleanza con il centrosinistra, e invece ci hanno escluso: la loro arroganza è stata anche inettitudine, visto l’esito. Ma all’orizzonte, per ora, non c’è questa discussione. Io propongo la riunificazione con Rifondazione comunista e l’unione di tutta la sinistra. Anche a Sel.
Avete già tentato la strada della Federazione della sinistra, poi vi siete divisi. Ci riprovate?No, oggi propongo un unico partito. E può funzionare perché in un partito ci si misura sulle decisioni iscritto per iscritto, e non per quote stabilite a monte.

Nella sua storia politica ci sono due scissioni, quella del ’90 dagli ex Pci e quella del ’98 dal Prc di Bertinotti. Le rifarebbe?Quella del ’90 era l’unico modo per tenere un’organizzazione autonoma dei comunisti in Italia, ed era indispensabile: rivendico quella scelta. Rifondazione, quand’eravamo tutti insieme, era una grande cosa. Eravamo arrivati all’8,6 per cento, il quarto partito italiano. La scelta di Bertinotti del ’98, quella di far cadere Prodi, è stato l’inizio della deriva che ha portato alla scissione e al Prc sempre più piccolo. Siamo finiti male tutti. Per questo dobbiamo testardamente provare a stare di nuovo insieme. Però mi lasci dire: un nostro vizio è quello di rinfacciarci il passato. Sulle valutazioni di quegli anni manterremo giudizi diversi. Chiedo ai miei compagni e alle mie compagne di guardare al futuro. A una nuova generazione che non ha le scorie del passato.

La caduta di Prodi del ’98 affibbiò a tutta la ‘sinistra sinistra’ il marchio di inaffidabile.E’ stato superato nel 2006, quando il Prc ha fatto parte della coalizione e il segretario Bertinotti divenne presidente della camera. Ma poi la gestione del governo Prodi è stata delirante. Lui non dava le risposte che chiedevamo, noi davamo l’impressione di rompere le scatole, e invece chiedevamo l’applicazione del programma. Il governo alla fine è caduto dal centro, e oggi dalle inchieste sappiamo anche come. Ma in molti restano convinti che l’abbiamo tirato giù noi.

‘Da Mastella a Diliberto’ è un’espressione emblematica per definire un’alleanza politica sbagliata. Le pesa?In fondo è vero. Si teneva insieme il diavolo e l’acqua santa. Io ero l’acqua santa, ovviamente. Ma era un’unione che non poteva reggere, e si è visto.

Oggi il Prc di Ferrero, cui lei chiede di unirsi con voi, ha in Bertinotti uno dei suoi ‘padri’ di riferimento.Tra noi e il Prc ci sono differenze. Ma quello che ci unisce oggi è più forte di quello che ci ha diviso. Siamo rimasti comunisti oggi che ‘comunismo’ è una parolaccia. Ripartiamo da lì. La crisi capitalistica, la più tragica dal ’29, ci dà ragione sulle questioni di fondo. Ma non riusciamo a offrire alle famiglie, ai lavoratori più disperati, una risposta credibile. Ripartiamo dalla contraddizione capitale-lavoro.

Dopo la separazione da Bertinotti, lei ruppe anche con Armando Cossutta, con lei fondatore del Pdci. Una coazione a ripetere, dividersi in nome dell’unità?Io cerco di praticare l’unità. Per come siamo ridotti rimettersi insieme sarebbe una cosa di elementare buon senso. Quanto a Cossutta, non ci sentiamo da anni, ma provo un grande affetto e lo ricordo per quello che è stato: un grande esponente del comunismo italiano. Anche se da ultimo ha fatto scelte diverse.

Una cosa di cui è fiero e una che non rifarebbe.Non rimarrei al governo durante la guerra del Kosovo, nel ’99. Una cosa di cui sono fiero mi è successa qualche giorno fa in aeroporto: due signore mi hanno fermato e ringraziato perché grazie ai nostri emendamenti durante l’ultimo governo Prodi sono stati regolarizzati i precari della pubblica amministrazione. Dare risposte ai bisogni delle persone: questo è il compito dei comunisti di tutti i tempi.


Daniela Preziosi - il manifesto

sabato 13 luglio 2013

ORDINI DEL GIORNO SU LAVORO E SAPERI APPROVATI DAL CONGRESSO PROVINCIALE DEL PDCI DI TERAMO


PROSPETTIVE DEI SAPERI E PROPOSTE PER IL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI

Secondo un'indagine del Consiglio Nazionale Universitario, negli ultimi anni, su tutto il territorio italiano, le immatricolazioni sono scese del ben 17%.
I saperi sono stati in questi anni sotto un violentissimo attacco della forze borghesi governative, le quali hanno individuato nella demolizione della cultura, democratica e diffusa, lo strumento per schiacciare i diritti dei lavoratori e creare sempre meno coscienze critiche all’interno dei luoghi del conflitto.
L’Università, in modo diverso seppur speculare, diviene come la fabbrica un luogo dove le contraddizioni tra capitale e lavoro esplodono in tutta la loro violenza, ed a farne le spese sono troppo spesso i figli della classe proletaria, costretta, in casi sempre meno infrequenti, ad abbandonare gli studi per mancanza di sostentamento. La crisi economica, di certo, non aiuta, anzi peggiora un quadro già di per sé a tinte fosche.
All'interno di un quadro nazionale già disastroso, si inserisce il contraddittorio scenario abruzzese.
Da una parte, stando ad una recente indagine pubblicata da L'Espresso, gli atenei di Chieti-Pescara e Teramo sono nella top ten delle università italiane che hanno subito maggiori perdite di immatricolazioni. A Teramo, negli ultimi anni, si registra addirittura un calo di oltre il 50%.
Dall'altra parte, però, l'ateneo de L'Aquila rappresenta una vera e propria controtendenza. Di fatti, rispetto al periodo precedente al sisma del 2009, gli iscritti salgono di migliaia di unità. Secondo il rettore, il motivo di tutto ciò trova una duplice risposta: da una parte la qualità della didattica e della ricerca, dall'altra l'accordo di programma che fino al 2014 permetterà agli iscritti di non pagare le tasse universitarie.
Quest'ultimo elemento dimostra un dato innegabile: l'onere elevato delle tasse universitarie è il principale elemento che dissuade, soprattutto i ceti svantaggiati, dall'intraprendere la carriera universitaria.
A questo, poi, si aggiungono i reiterati tagli alle borse di studio e il raddoppiamento della tassa regionale che rendono ulteriormente inaccessibile il percorso universitario ai "figli della crisi".
Pertanto, la nostra proposta si muove sul perno della costituzione dell'Ateneo Unico d'Abruzzo, le cui facoltà siano dislocate su tutto il territorio regionale, affinché la razionalizzazione delle strutture esistenti permetta:
-di reperire fondi per il finanziamento dei trasporti pubblici, delle borse di studio e delle agevolazione per gli studenti più svantaggiati, in modo da garantire un'università più accessibile;

-di accorpare i "doppioni" in un'unica facoltà, in modo da garantire una maggiore qualità del servizio e dell'insegnamento.
Proposta, questa, che va supportata da politiche di sostegno economico e formativo agli studenti con minore capacità reddituale, dal potenziamento della rete dei trasporti pubblici (autobus e treni), dall’allargamento delle rete libera e gratuita per tutti e dalla realizzazione di alloggi sicuri ed economicamente sostenibili per gli studenti fuori sede.
Con forza e convinzione, rivendichiamo:
-Un'università dove la ricerca sia libera da ingerenze private e perniciosi corporativismi;
-Un'università dove gli studenti e i loro organi rappresentativi abbiano effettivo potere decisionale;
-Un'università che sia una vera e propria agorà, ovvero punto d'incontro, di discussione ed elaborazione non solo per gli studenti, i professori e i ricercatori, ma anche per il vasto mondo sociale e del lavoro. Un'università, insomma, che diventi un vero e proprio luogo dove si diffondano e si creino non solo generici saperi, ma saperi di qualità e profondamente radicati, organici ai problemi sociali, economici e culturali più pressanti e decisivi.
A tal proposito, nostra convinzione è che la questione della qualità dell'istruzione universitaria sia strettamente connessa ad un'attenta riflessione da realizzare attorno all'organizzazione e alla didattica della scuola secondaria di secondo grado.
Garantire una scuola secondaria che sia pubblica, totalmente gratuita, partecipata dagli studenti e di qualità, nella forma e nei contenuti, diventa il primo passo affinché il passaggio verso l'istruzione universitaria sia vissuto in modo fecondo e costruttivo.
Non sono più tollerabili situazioni, dalle quali la nostra provincia non è immune, che vedono gli edifici non a norma di sicurezza superare abbondantemente la soglia del 60%.
L’investimento sui saperi non è una perdita, ma un’opportunità straordinaria per lo Stato. E noi, da comunisti italiani, dobbiamo sfruttare ed essere al fianco dei tanti comitati ed associazioni, studentesche ed universitarie, che si battono per i nostri stessi obiettivi.
L’esperienza pescarese di Alternativa Rebelde dimostra che si può essere nel conflitto con organizzazioni parallele alla struttura partitica, ma non di meno esserne protagonisti e portare nei luoghi del conflitto le nostre idee, le nostre proposte. Quelle dei comunisti italiani e della sua federazione giovanile.
Questo ordine del giorno ha l’obiettivo, da qui e per i prossimi anni, di stimolare il partito alla massima attenzione sul tema della scuola e dell’Università. Noi siamo convinti che la nostra politica per i prossimi anni debba muoversi intorno a due pilastri fondamentali: lavoro e saperi. Essi sono temi strettamente e necessariamente connessi, le lotte degli studenti e dei lavoratori devono tornare ad essere un tutt’uno; ciò sarà possibile solo se il nostro partito sarà capace, nelle sue diverse ramificazioni, di incidere nel tessuto sociale, di inserirsi nei luoghi dove le contraddizioni del capitalismo sono più acute. Questi luoghi si chiamano fabbrica, scuola, università. I proletari del terzo millennio sono gli operai, ma anche i call centeristi, sono i giovani precari della conoscenza, sono quelle classi, appartenenti ai due pilastri succitati, che subiscono in maniera violenta e profonda il disagio di vivere in un sistema capitalista.
Con questo ordine del giorno il partito dei comunisti italiani si proietta nel futuro con maggiore forza propositiva. I compagni operai sappiano fin d’ora che alle loro lotte si uniranno i compagni della fgci e tutti coloro che riusciremo ad aggregare intorno alla nostra piattaforma, coscienti del fatto che solo l’unità di operai, lavoratori e studenti può portare frutti alla nostra causa.



ODG LAVORO PDCI FEDERAZIONE TERAMO

Le contraddizioni profonde che si innescano a livello internazionale, tra i gruppi monopolistici speculatori e le masse lavoratrici, e tra il monopolismo e la piccola e media borghesia, che viene schiacciata dalla selvaggia accumulazione oligarchica finanziaria e spinta verso una condizione di proletarizzazione, si acuiscono sempre di più.
Chiusura delle fabbriche, cassaintegrazione, mobilità sempre più crescenti sono questi gli elementi che caratterizzano e connotano la situazione economica e sociale della nostra provincia, della nostra regione e dell’intero paese.
La FIAT,  l’ILVA di Taranto, così come la MICRON, in provincia di L’Aquila, oppure l’ATR di Colonnella, la Carbotech di Martinsicuro  sono la testimonianza di una situazione drammatica dell’intero settore industriale italiano con riflessi sui livelli occupazionali.
La violentissima crisi che ha investito il nostro paese non ha risparmiato la Provincia di Teramo, spazzando via dal 2009 ad oggi più di 570 aziende dell'industria manifatturiera, di cui più di 188 in Val Vibrata. I lavoratori della Carbotech di Martinsicuro lottano per la sicurezza sul posto di lavoro, e affinchè vengano rispettati i loro diritti e firmati i contratti di secondo livello.
Tantissime piccole e medie imprese sono strozzate dal ricatto imposto dai grandi monopoli privati transnazionali attraverso le  loro  strategie legate al potere contrattuale, che legano mani e piedi l’azienda locale all’arbitrio assolutista del monopolismo.
In questo quadro si aggiunge la questione Ruzzo: i lavoratori difendono il loro lavoro e denunciano il tentativo scientificamente programmato di creare un clima di scandalismo indotto per creare le condizioni generali, anche attraverso una voluta conduzione spregiudicata della società pubblica, per una privatizzazione dell’Ente, dandolo in pasto a predoni monopolisti privati, secondo una strategia voluta imposta da tempo.
Il Pdci Federazione di Teramo sostiene la lotta della classe operaia, dei lavoratori e dell’imprenditoria produttiva e democratica contro il supersfruttamento e i soprusi imposti dai gruppi monopolistici e dei loro governi reazionari, responsabili della crisi.
Il Pdci invita tutti i lavoratori ad unirsi  ed organizzarsi in un vasto fronte di alleanza che sappia coinvolgere tutte le forze democratiche, istituzionali, sociali per una mobilitazione di classe e di massa che avrà il suo cardine in una iniziativa pubblica da tenersi in autunno dal forte impatto regionale e nazionale, che ponga al centro dell’agire la questione del lavoro, contro la speculazione e l’accumulazione  monopolistica che produce desertificazione industriale, licenziamenti, privatizzazioni e povertà.